Basile e Neri cercano una ” guida “

Riceviamo da Sara Basile e Rosellina Neri e pubblichiamo:

Amministrare: prendersi cura della gestione di un bene. Amministrare un comune: prendersi cura della gestione della cosa COMUNE. Eolie sul lastrico. Viene in mente l’immagine di un anziano con le gambe ingessate e senza stampelle. Bacino spezzato. Sedie a rotelle. Anestesia troppo forte che immobilizza le gambe. Siamo così, minacciati nuovamente della sospensione delle corse dell’Ustica Lines. Dove sono gli amministratori? Perché non ci danno un indirizzo su come agire? Sono due giorni che cerchiamo di studiare un modo per reagire a questa ingiustizia.

Ci interroghiamo sul da farsi, leggiamo comunicati chiediamo pareri, siamo preoccupate e nessuno ci indica una strada. Sentieri bui, sentiamo le critiche di chi ci andava contro nei giorni delle raccolte firme, ma nessuno che lancia un’idea per salvarci. Ci serve aiuto, ci serve una scialuppa di salvataggio. Qualcuno che sia pronto a gridare. Il sindaco che dice? Primo cittadino di una cittadina sempre più isolata e sempre meno isolana. Isola che diventa arido scoglio. Scoglio che diventa roccia che taglia. Tagliato via il diritto primario. Il diritto al benessere.

Tutto tace dai banchi amministrativi. Impianto audio-fonico che trasmette il silenzio in diretta. La domanda ora è: che fare? Se agiamo perché agiamo, se raccogliamo firme facciamo solo i comunisti al sole, se occupiamo siamo gente pericolosa, se andiamo a chiedere spiegazione alla Regione siamo in 15, se cerchiamo di coinvolgere tutti, strumentalizziamo, se non coinvolgiamo siamo solo la “cricca dei comunisti”. Qualcuno ha idee? Chiedere non è debolezza, chiedere è umiltà. Cosa pensano gli eoliani di questa vicenda? Il Sindaco, gli assessori, i consiglieri comunali, come pensano di agire? Si agirà? Oppure lasceranno che il corso e il ricorso storico di Gian Battista Vico prenda il sopravvento e che il cerchio della vicenda si concludi lasciando al tempo le risposte alle nostre domande? Panta rèi.

Tutto scorre, tranne il sangue eoliano, che oggi più che mai sembra coaugularsi eccessivamente fino a formare un grumo di cellule prive di alcuna coscienza. Arrivati a questo punto, alle continue percosse che arrivano sottoforma di comunicati firmati “Ustica Lines”, viene da associarsi al pensiero di Italo Calvino quando dice: “Sono stanco che il sole resti in cielo. Non vedo l’ora che si sfasci tutta la sintassi del mondo”. E lo sfascio sta arrivando, lentamente, a piccole dosi e la sensazione che proviamo è quella di stare dentro ad un labirinto, fatto però, da grida ingoiate, mutilate… Una sensazione di indifferenza, di dipendenza… quella sensazione da incubo di non essere capaci di farle sentire quelle urla, e la cosa più grave, è che in questo labirinto non c’è una “guida”.

Se decidiamo di andare avanti ad ultimatum e “contentini” su tutto, il sentimento peggiore sarà quello del rimorso e lo proveremo per non aver urlato tutti insieme, con tutta la nostra forza e nel labirinto rimarrà solo il fantasma di quelle grida sottomesse a sincope che è il classico ospite che si aggira in ogni vita normale, addomesticata e pentita. Cara Regione Sicilia e caro Armatore Morace, siamo sulla stessa barca per certi versi e a quanto pare affondiamo facendo “avaria”: avaria di coscienza, di immagine, di fede assoluta nella verità, fede nel contagio della verità, fede nel bisogno di verità, nella sete di verità che coinvolge tutti gli uomini!!