Autogestione, un altro genitore: ” aiutiamo questi ragazzi a crearsi un nuovo futuro “

Riceviamo da Alessandra Falanga e pubblichiamo

Vorrei ringraziare la Sig,ra M. Di Marca, per le belle parole e l’inno allo studio.

studentiSono pienamente d’accordo che il “sapere” sia fondamentale nell’essere umano, ma permettetemi una riflessione, non come difesa a prescindere, dei ragazzi a capo del movimento studentesco, ma per coscienza morale.

La classe dirigente di oggi, mi riferisco a noi 40/50 enni , siamo figli della rivoluzione del ’68 figli di chi si è battuto per far sì che l’istruzione fosse resa possibile a tutti, non solo per pochi “eletti” con patrimonio a seguito.

Noi siamo cresciuti con la possibilità di studiare e costruire il nostro futuro, siamo diventati squali, fagocitando tutte le risorse del nostro paese, senza aver cura di chi ci sarebbe stato in futuro, senza amore per la collettività, ognuno pensando al proprio orticello…. i risultati sono : un paese ormai senza futuro!

Noi figli del benessere, abbiamo avuto tutto servito su un piatto d’argento, non abbiamo lottato per avere nulla… la protesta proprio non ci appartiene…. siamo incapaci di ribellarci per qualsiasi cosa… ci tolgono l’ospedale… non protestiamo, ci tolgono i mezzi di collegamento con la terra ferma, alziamo le spalle, le nostre scuole sono ormai fatiscenti… pazienza…

Noi non sappiamo lottare, ammettiamolo… aspettiamo sempre che qualcun altro lo faccia per noi, che ci risolva i problemi per riservarci, comunque, la possibilità di criticare alle spalle.

Le uniche lotte che ricordo, nel mio periodo scolastico, sono state quelle della moto/nave Caravaggio, quando noi studenti, capeggiati dalla professoressa Caterina Conti occupammo la nave per giorni riuscendo nell’intento di non farla togliere. Ma erano altri tempi… e sopratutto c’erano persone come Caterina Conti che appoggiavano e guidavano noi ragazzi per un bene comune…

Ma senza divagare oltre, ribadisco: il diritto allo studio è fondamentale. Ma se a breve non ci sarà più una scuola pubblica sull’isola, mi chiedo: dove studieranno questi ragazzi???

Siamo in un periodo di grave crisi economica, crisi che abbiamo voluto/permesso noi genitori, perchè abbiamo sempre seguito la corrente, il futuro i nostri figli non ce l’hanno . Cosa gli chiediamo? Di arrendersi ed abbassare la testa?

Non penso affatto che questa protesta dei ragazzi sia stata ideata solo con l’intento di non fare scuola, i ragazzi stanno gridando AIUTO. Da mamma dico: aiutiamoli a crearsi un nuovo futuro. Perchè le cose non torneranno mai più come prima… il nostro paese deve cambiare, il fondo lo abbiamo ormai grattato da un pezzo.

Alessandra Falanga