Anspi, De Gregorio: per l’ospedale di Lipari applicare modello sanità insulare

Lipari- Nota di Salvatore De Gregorio, responsabile regionale Anspi ( Associazione nazionale sanitaria piccole isole) al presidente della Regione Rosario Crocetta, all’assessore alla salute Baldo Gucciardi, Al Presidente VI Commissione Salute Regione Siciliana, Giuseppe Di Giacomo e ai componenti la VI Commissione Salute Regione Siciliana

Oggetto : Modello Sanità Insulare

Salvatore De Gregorio, responsabile Anspi Sicilia
Salvatore De Gregorio, responsabile Anspi Sicilia

L’ANSPI , facendo riferimento al “Progetto Pilota per la ottimizzazione dei servizi sanitari nelle isole e alla legge Nazionale che definisce gli standard qualitativi, strutturali, tecnologici e quantitativi relativi l’assistenza ospedaliera (Decreto Balduzzi)”,

chiede, che il presidio Ospedaliero di Lipari abbia le caratteristiche di Ospedali di Base, Decreto Balduzzi 9.2.1- 9.2.2, che prevede parametri diversi in presidi ospedalieri di aree disagiate (zone montane, isole) anche con un numero di abitanti di riferimento inferiore ad 80.000. I servizi richiesti sono basilari per un buon funzionamento della sanità nelle “Piccole Isole”, sia per i residenti, sia per i numerosi turisti.

Situazione attuale

La classificazione in cui è inserito nell’atto Aziendale / Pianta organica dell’ASP di Messina : ospedali riuniti di Milazzo – Barcellona – Lipari, è inadeguata per le reali esigenze attuali.

Chiediamo che sia modificato il documento (Atto Aziendale / Pianta organica, ASP di Messina) che include l’ospedale di Lipari nei riuniti di Milazzo e Barcellona. Emendamento richiesto: Ospedale di Base (nella classificazione in 4 livelli), con servizi adeguati in ospedale e sul territorio, in riferimento alla legge nazionale (Decreto Balduzzi) , paragrafi: 9.2.1 (Ospedale sede di Pronto Soccorso); 9.2.2 (Presidi in zone particolarmente disagiate dove, in particolare, il parametro dei 60 minuti dal luogo di accesso alla rete ospedaliera, per i territori insulari deve essere considerato un parametro ancora più aleatorio, poiché legato alle frequenti condizioni meteo avverse, del mare e dell’aria, che spesso rendono impossibile il collegamento con la terraferma più che per le località terrestri a difficoltà di accesso ), definisce le caratteristiche della struttura ospedaliera e le sue funzioni, portando l’attenzione sulle zone disagiate insulari , in cui valgono criteri di riferimento anche per una popolazione inferiore a 80.000 abitanti.

Ciò consente di porre le basi per realizzare un prototipo di modello sanitario per i presidi ospedalieri delle isole . La Regione Siciliana, in deroga, per le zone disagiata insulari, potrebbe applicare i parametri riferibili alla classificazione “Ospedali di base”.

Punti Chiave:

1) Garantire i servizi essenziali, di buon livello, di elevata qualità, calcolando una popolazione non di soli residenti, ma una media distribuita sull’anno solare calcolando la popolazione incidente, che registra, nelle isole Eolie, picchi di diverse centinaia di migliaia di presenze giornaliere , considerando la zona disagiata (insulare); di conseguenza di avere servizi relativi a un ospedale di Base (nell’attuale classificazione in 4 livelli della rete ospedaliera Nazionale) e servizi territoriali adeguati (Punti della Salute) e tecnologicamente avanzati ( ICT).

E’ ovvio che, qualora la classificazione e/o la nomenclatura cambiasse, deve essere modificata la classificazione dell’ospedale, considerando i parametri sopra indicati (quindi non il livello più basso, ma sempre quello intermedio). Pertanto è indispensabile che l’Ospedale di Lipari sia dotato delle caratteristiche che possano garantire alla popolazione i servizi nel caso in cui rimanga isolata e c’è impossibilità al trasferimento in elicottero o via mare.

2) Garantire la possibilità delle cure in loco agli Isolani, per patologie che non richiedono centri di 2°-3° livello, considerando le spese e i disagi che sono costretti a sostenere sia per ricoveri personali, sia per l’assistenza a famigliari.

3) Riconoscimento di zona disagiata in quanto insulare, ma anche con utenza tipo città, non significa isolamento professionale. Anzi ciò che deve essere incentivato nel modello è un costante aggiornamento con i centri di riferimento; così pure deve essere previsto un percorso dall’Università o da Centri di 2-3° livello verso Lipari .

4) Fare Rete significa aggiornamento, condivisione di percorsi, protocolli, linee guida; attenzione a non scivolare sulla “migrazione giornaliera” di personale, dalla terraferma verso Lipari e viceversa, che finisce per essere poco motivante, onerosa, più adatta a “soldati di ventura” che a professionisti in ambito sanitario.

E’ possibile pensare ad un modello innovativo, un prototipo che potrebbe diventare un investimento per il futuro; non solo, potrebbe dare un notevole riflesso positivo sulla Regione Siciliana, sull’Italia e sull’Europa.

Le “Piccole Isole” della Regione Siciliana sono mete molto ambite e preferite da una moltitudine di turisti Italiani e del nord Europa. Si tratta di cambiare l’approccio al problema, ovvero di attuare un modello di sanità insulare, applicando le caratteristiche indicate nell’Ospedale di Base (Regione Sicilia), considerando la possibilità di attuare quanto previsto dalla legge nazionale (Balduzzi 9.2.1 – 9.2.2) di poter usufruire dei servizi sopra indicati in presidi ospedalieri di aree disagiate insulari anche con un numero di abitanti di riferimento inferiore ad 80mila, potrebbe essere realizzato mediante una opportuna deroga; lo stesso a valere per il mantenimento del punto nascita con parti inferiori a 500/anno, in deroga a quanto previsto dall’accordo stato regioni del 16.12.2010, garantendo la presenza dei requisiti e degli standard di qualità e della sicurezza previsti per il I° livello.

Salvatore De Gregorio

ANSPI

Regione Sicilia