Michele Merenda
SALINA – La nona edizione del “SalinaDocFest”, festival del documentario narrativo diretto ed ideato da Giovanna Taviani, continua il percorso intrapreso a partire da martedì scorso, che grazie ad uno staff organizzato ha già messo in luce delle soprese assolutamente positive. Una di queste è senza dubbio l’inizio dell’evento affidato all’incontro tra cinema e scuola. Nella mattinata di giorno 16, all’interno della Struttura polifunzionale di Malfa, il festival ha infatti ospitato le scuole di Salina e Lipari per la visione dei due corti “La luna nel deserto” di Cosimo Damiano Damato e “L’ultimo giorno” di Alberto Bougleux, quest’ultimo dedicato alla scuola di Alicudi negli anni 2013-2014.
La direttrice del Festival ha invitato la dirigente, il regista Bougleaux e la docente Teresa Perre a illustrare le loro esperienze vissute in un contesto eccezionale che fa delle isole un territorio unico, tra periferia e singolarità culturale. Un tema che si riallaccia a quello portante di questa edizione, “Conflitti e periferie”, scelto dalla Taviani appositamente per puntare i fari sulla “globalizzazione dell’indifferenza”. Difatti, già i primi documentari in concorso “Concerning violence” (di Göran Olsson) e “Romeo e Giulietta” (di Massimo Coppola), proiettati a Malfa nel primo pomeriggio, hanno subito catapultato gli spettatori nei duri temi affrontati quest’anno. È seguito un dibattito con Federico Rampini, noto inviato di Repubblica a New York, in cui si è parlato anche del suo ultimo lavoro, “All you need is love”, in cui l’economia degli ultimi trent’anni viene raccontata tramite i testi dei Beatles. L’evento speciale ha visto durante la serata la presenza di Nanni Moretti, che dopo 22 anni da “Caro diario” è tornato a Salina per presentare il suo ultimo lavoro: “Mia madre”.

È seguito il suggestivo concerto del Giacomo Cuticchio Ensemble (figlio d’arte del grande puparo siciliano), proponendo uno stile musicale per molti versi vicino ai connazionali Gatto Marte o addirittura agli ungheresi After Crying. Giovedì 17 settembre è stata invece la volta delle proiezioni di “Those who feel the fire burning” (Morgan Knibbe) e “Kosmos” (Ruben Desiere). Un profondo discorso sulla difficile situazione mediterranea, affrontato poi con Giovanni Maria Bellu (presidente della “Associazione Carta” di Roma), che partendo dal suo romanzo, “I fantasmi di Portopalo”, ha parlato della manipolazione sulle stragi proprio nel Mediterraneo.
Spostandosi poi a S. Marina Salina, in serata è andato in scena il Premio “Mediterraneo”, offerto da Il Gelso Vacanze e Lady Wilmar, al regista Stefano Savona – già vincitore della prima edizione del SalinaDocfest con “Primavera in Kurdistan” – e al film “Io sto con la sposa” (Gabriele del Grande, Antonio Augugliaro, Khaled Soliman Al Nassiry), alla presenza dell’attrice protagonista Tasneed Fared. Tutto questo, in attesa del premio “Dal testo allo schermo” ad Ascanio Celestini, previsto per questa sera…











