Dal 10 settembre aumentano nuovamente i prezzi dei collegamenti marittimi regolati dalla convenzione statale. È il secondo capitolo di una vicenda iniziata il 4 agosto, esplosa alla vigilia di Ferragosto e congelata dopo l’intervento della Regione. Ora l’aumento viene ripristinato.
Il rincaro era stato annunciato, poi sospeso in extremis. Adesso torna. La Società di Navigazione Siciliana ha comunicato che, a partire da giovedì 10 settembre 2026, sarà nuovamente applicato l’incremento del 18% sulle tariffe dei collegamenti marittimi regolati dalla convenzione Siremar-SNS.
La comunicazione, firmata dagli amministratori delegati della società, parla esplicitamente di “ripristino dell’incremento tariffario” già annunciato con la precedente nota del 4 agosto. L’aggiornamento riguarderà sia i collegamenti effettuati con le navi sia quelli con i mezzi veloci e sarà applicato secondo le modalità già comunicate.
È dunque una storia che, a poco più di un mese dal primo annuncio, torna al punto di partenza.
La vicenda era esplosa il 4 agosto, quando SNS aveva comunicato alle biglietterie il nuovo listino. Dal 10 agosto sarebbe dovuto scattare un aumento generalizzato del 18% sulle linee gestite nell’ambito della convenzione statale Siremar-SNS.
Il rincaro non avrebbe riguardato soltanto i turisti. A essere interessati sarebbero stati passeggeri, residenti, veicoli privati e mezzi commerciali, quindi anche chi utilizza quotidianamente il collegamento marittimo per motivi di lavoro, studio o per il trasporto delle merci.
La motivazione indicata dalla società era legata soprattutto al persistente aumento dei costi operativi e, in particolare, del carburante, insieme all’assenza di specifiche misure di sostegno per il settore. L’incremento, secondo SNS, avrebbe consentito di recuperare solo parzialmente i maggiori oneri e di garantire la continuità del servizio.
Lo stop di agosto aveva dunque congelato l’emergenza, ma non aveva cancellato le ragioni economiche alla base della richiesta di aumento.
La stessa SNS aveva spiegato che la sospensione era legata alla ricerca di misure alternative per fronteggiare l’aumento dei costi e il riequilibrio della convenzione statale.
Ed è proprio questo il punto che riemerge oggi.
A distanza di quasi un mese, la comunicazione della società conferma che la soluzione individuata ad agosto non è stata sufficiente a eliminare la necessità dell’adeguamento tariffario. E così il +18% torna in vigore dal 10 settembre.
Dal 10 settembre, salvo nuovi interventi, il listino Siremar-SNS tornerà dunque a essere maggiorato del 18%. Una decisione destinata inevitabilmente a riaprire il confronto tra la società, la Regione, il Ministero e le amministrazioni delle isole.
Per le comunità insulari la questione resta quella di sempre: quanto deve costare la continuità territoriale e, soprattutto, chi deve pagarne il costo?
Da una parte c’è una società che denuncia l’aumento dei costi di esercizio e la necessità di mantenere l’equilibrio economico del servizio. Dall’altra ci sono residenti, imprese e operatori turistici che considerano il trasporto marittimo non un servizio accessorio, ma una sorta di “strada sul mare”, indispensabile per vivere, lavorare e fare impresa sulle isole.
La sospensione di agosto aveva rinviato il problema. Il 10 settembre il problema torna sul tavolo, con lo stesso aumento del 18% che era stato annunciato all’inizio della vicenda. E questa volta sarà interessante capire se la Regione e il Ministero accetteranno il nuovo listino oppure se si aprirà un’altra partita per cercare di fermarlo.










