Il Giudice per l’udienza preliminare di Palermo, Walter Turturici, ha disposto il rinvio a giudizio per l’assessora regionale al Turismo Elvira Amata, esponente di Fratelli d’Italia, coinvolta in un’inchiesta per corruzione. Parallelamente, nell’ambito dello stesso procedimento, l’imprenditrice Marcella Cannariato è stata condannata a due anni e sei mesi di reclusione con il rito abbreviato.
L’impianto accusatorio sostiene che l’assessora abbia garantito un finanziamento pubblico di 30.000 euro a favore della manifestazione denominata “Donna, Economia e Potere”, promossa dalla Fondazione Marisa Bellisario di cui la Cannariato era rappresentante regionale. In cambio di questo provvedimento, l’imprenditrice avrebbe assicurato all’esponente del governo Schifani alcune utilità specifiche, tra cui l’assunzione del nipote Tommaso Paolucci presso la società A&C Broker e il pagamento delle spese di alloggio per il giovane in un bed and breakfast di Palermo per un valore complessivo superiore ai 4.500 euro.
“Prendo atto della decisione del giudice, nel rispetto del lavoro della magistratura. Ribadisco fermamente la mia totale estraneità ai fatti contestatimi e intendo proseguire nella tutela delle mie ragioni nelle sedi opportune, con fiducia e determinazione. In questi mesi ho mantenuto un profilo di assoluta discrezione e continuerò a farlo, nel pieno rispetto del percorso giudiziario. Desidero esprimere un sincero ringraziamento ai miei difensori, gli avvocati Vincenzo Lo Re e Giada Traina, per la competenza, la dedizione e il costante supporto assicurati. Proseguirò nel mio impegno professionale con responsabilità e continuità, confidando che sarà possibile dimostrare la mia innocenza e l’infondatezza dell’accusa che mi è stata mossa” dice l’imprenditrice Marcella Cannariato all’Ansa.









