Non usa giri di parole l’assessore Gianni Iacolino per commentare l’ultima determinazione dell’ATI Messina che ha dichiarato inefficaci gli aumenti idrici. In una nota dai toni accesi, l’esponente della giunta Gullo rispedisce al mittente le accuse, parlando di un “déjà-vu” dai contorni politici e di un provvedimento che arriverebbe con un tempismo fin troppo sospetto.
Secondo Iacolino, il provvedimento dell’ATI non sarebbe affatto una rivelazione improvvisa. L’assessore ricorda infatti che un atto analogo era già stato emesso prima dell’approvazione del bilancio 2025 e che il Comune lo aveva regolarmente impugnato davanti al TAR, dove il procedimento è tuttora pendente. «Com’è possibile – si chiede Iacolino – che un ente pubblico emetta un nuovo provvedimento mentre il precedente è ancora sub iudice? Qual è la fretta? O meglio: di chi è la fretta?».
Iacolino si sofferma sul momento storico in cui interviene l’autorità d’ambito. Il Comune di Lipari, sottolinea l’assessore, sta finalmente avviando cantieri attesi da anni, completando i concorsi per ricostruire la pianta organica e lavorando alla chiusura del bilancio tecnico per uscire da una crisi amministrativa cronica.
L’intervento dell’ATI produrrebbe, secondo l’amministrazione, due effetti paralizzanti: bloccare le assunzioni di personale e rimettere in discussione l’equilibrio finanziario dell’Ente. «Sembra quasi un manuale di maccartismo amministrativo – attacca l’assessore – non si dice “fermate tutto”, ma si getta un’ombra per spargere discredito e tentare la paralisi».
Nella nota non mancano riferimenti velati, ma pungenti, alla figura del Direttore Generale dell’ATI, l’avvocato Giuseppe Torre (già segretario generale al Comune di Lipari).
L’affondo finale è rivolto alla missione stessa dell’ATI Messina. L’assessore contesta all’ente di non aver ancora assunto la gestione operativa e la tariffa unica, come previsto dalla legge e come già avvenuto in altre province siciliane. «Invece di attivarsi per assumere il servizio – conclude Iacolino – l’ATI sembra impegnata più a generare contenziosi che a risolvere problemi, complicando la vita dei Comuni».
Nonostante il clima di sospetto e i “toni apocalittici” rilanciati da alcune testate (che, nel nostro caso, riportano semplicemente notizie con la dovuta preoccupazione, pubblicate, nella fattispecie all’albo pretorio dell’Ati , ndd) , l’assessore assicura che il tentativo di bloccare la macchina comunale non andrà a buon fine. La battaglia legale al TAR proseguirà, ma la linea della giunta resta ferma: difendere la validità del bilancio e proseguire con i concorsi e le opere pubbliche già programmate.
Lipari, l’Ati Messina, tariffe idriche illegittime: ombre sul Bilancio Comunale











