
Lipari piange la scomparsa di Nelson Emma, un nome che per oltre due decenni è stato sinonimo di qualità, innovazione e profonda conoscenza del vino e della buona tavola.
E’ stato l’antesignano, il barman che, circa 25 anni fa, ha avuto il coraggio e la visione di scommettere sulla qualità dell’apericena, quando questo neologismo muoveva ancora i primi passi nell’isola. Con il centralissimo “La Precchia”, e i suoi fedeli collaboratori di quegli anni , ha segnato la svolta. È qui che Nelson, grazie alla sua meticolosa selezione di etichette, ha saputo elevare il semplice aperitivo a un momento di degustazione, facendo apprezzare al pubblico vini pregiati e nuove sensazioni di gusto.
La sua attività non fu solo un successo commerciale, ma una vera e propria spinta imprenditoriale. Con il personale alle sue dipendenze formava una famiglia che festeggiava la mezza giornata di chiusura per San Bartolo, del 24 agosto, a suon di gavettoni.
La qualità che Nelson Emma portava nel calice fungeva da stimolo per i colleghi, alzando l’asticella dell’offerta complessiva e contribuendo a un notevole miglioramento del settore. Nelson era un conoscitore profondo, capace di abbinare sapientemente il nettare di Bacco alle eccellenze gastronomiche come ha dimostrato nell’ultima avventura: “La Sartania”. In questo ristorantino di nicchia, ha continuato a innovare con il suo stile inconfondibile, dedicandosi personalmente alla cucina, creando piatti che erano l’espressione della sua costante ricerca della perfezione.
Nelson Emma ci lascia con un patrimonio di gusto e di cultura.
In questo momento di grande dolore, il Giornale di Lipari si stringe attorno alla sua famiglia: la moglie e i suoi due figli, ai quali vanno le più sentite condoglianze. (P.P.)
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Di Renato Candia
Quando si pensa a Lipari, specie se ci viene per la prima volta, ci si incanta di posti, scorci, luci, cose e tanto altro ancora. Ma sono le persone che illuminano la via, che ci accompagnano e ci accendono questi incanti, sono le persone, certe persone, che ci accompagnano verso le tante possibili suggestioni che le cose, anche piccole, di ogni giorno contengono a chi sa vederle, grazie a chi ci aiuta a comprenderle. Sono solo certe persone che sanno prenderti per mano in mezzo a bufere di conflitti, malumori, cattivi pensieri, e ti sanno riportare verso il sereno con uno sguardo, un sorriso, una parola, un’idea che in quel momento non ti saresti aspettato.
Nelson era così, alla Precchia come al ‘nostro’ Comprensivo dove ha saputo essere un genitore, un presidente di consiglio di istituto, un tessitore di pace, un mediatore brillante sempre presente, un compagno di conforto e di incoraggiamenti, nei momenti bui e in quelli di luce. Nelson eccelleva nel guizzo della soluzione brillante nel momento inaspettato, nel cambio di prospettiva davanti a muri apparenti. La scuola che ho avuto l’onore di dirigere per tanti anni gli deve molto, io gli devo ancora di più e non credo ci siano abbastanza lacrime per rimpiangerlo. Forse lui non avrebbe gradito lacrime, ci avrebbe sorriso sopra e come sempre avrebbe detto ‘adesso calmati, siediti qui e parliamone un po’, magari non proprio subito, dopo’. Già, parliamone ancora caro e indimenticabile amico mio…
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Grazie Nelson, professionista della scuola del C.I.R.S. di Lipari
Apprendiamo con dolore la notizia della dipartita del nostro amico e collega Nelson.
Ci lascia una persona di grande umanità, sensibilità e professionalità, uno degli iniziatori della scuola delle professioni, che ha saputo farsi apprezzare da tutti noi, personale scolastico e studenti, per il suo impegno e la sua gentilezza.
Alla sua famiglia va il nostro più sentito cordoglio e la nostra vicinanza in questo momento di profondo dolore.
C.I.R.S. Lipari
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Di Mirella Fanti
Caro Nelson
Ieri mattina mi sono svegliata con questo pensiero: uno di questi giorni devo andare a pranzo alla Sartania con le mie amiche e amici del cuore.
In tarda mattinata mi arriva la notizia che tu non ci sei più. Forse il tuo spirito gentile è passato da qui da Salina prima di volare verso le cucine del cielo.
Nel tuo grazioso piccolo ristorante i tavoli erano vicini e creavano un ambiente raccolto e intimo come di sala da pranzo di una casa, mentre tu dal vetro della zona fuochi ci mandavi saluti e sorrisi. Franco ci serviva dell’ottimo vino e ci snocciolava le pietanze ma tu inventavi e ci proponevi sempre qualcosa di nuovo. Non c’era il menu, solo i piatti del giorno: il pesce freschissimo e le verdure di stagione.
Abbiamo mangiato cose deliziose preparate da te presentate con la maestria del grande chef. Chi raccoglierà la tua Eredità di artista-cuoco?
Ho passato dei momenti squisiti alla tua tavola perché gustare non è solo palato e sapore ma soprattutto sensazione di calore di cose buone servite col cuore.
A Francesca, ai tuoi meravigliosi figli un abbraccio infinito.
Mirella Fanti
La tua preside preferita










