Michele Merenda
SALINA – Torna a Salina la cantautrice romana Pilar (nella foto di Paolo Soriani), uno degli ospiti più affezionati e talentuosi dell’isola più verde delle Eolie. La musicista, al secolo Ilaria Patassini, non sceglie mai un modo banale per far ritorno nel cuore dell’arcipelago eoliano. Se nell’estate 2011 i fratelli Giuseppe e Lorenzo Siracusano l’avevano inserita nelle iniziative con cui l’Hotel Ravesi apriva i cancelli al pubblico per le proprie iniziative culturali, presentando in anteprima mondiale quasi assoluta l’album “Sartoria italiana fuori catalogo” (non era mai capitato un evento simile a Salina), quest’anno la bella cantante ha fatto il suo ritorno con il progetto “Se io fossi un angelo”, che si appresta a diventare anche un evento per la radio svizzera italiana.
Un insieme di canzoni legate dalla tematica dei cantautori italiani e Dio, in cui sia presente l’elemento mistico, cristiano o non cristiano. «Argomento che può essere serio ma non serioso – ci ha detto Pilar –, proprio perché i cantautori si possono permettere una vicinanza con l’ironia, senza essere per forza blasfemi o profani». Si tratta di un’iniziativa nata dalle ceneri di un progetto che a suo tempo non è andato in porto, in cui doveva essere coinvolto don Andrea Gallo, mito di tanti cantautori. Lo spettacolo era già pronto e venduto, ma il celebre sacerdote, purtroppo, è poi venuto a mancare. «Ovviamente il concerto non è stato fatto – ha commentato la cantautrice –, perché era impossibile sostituire una figura come quella di don Gallo. Però è comunque qualcosa a cui tengo moltissimo e adesso, con la collaborazione di Federico Ferrandina alla chitarra, sto mettendo insieme queste canzoni che vanno da De André a Pacifico, fino a Giuni Russo ed Ivano Fossati. Venire a Salina – ha continuato – significa tornare a casa. È come stare in famiglia, ci sono tanti amici. Si tratta di un’isola particolare, con una certa energia che attira bellezza. Mi ha sempre molto colpita per il suo verde e per la sua eleganza naturale, con questa parte selvaggia che protegge, che porta un tipo differente di turismo. Le persone che ho conosciuto qui a Salina, di certo, non le ho mai perse per strada».
Il concerto, eseguito il 13 agosto e che rientrava nelle iniziative della famiglia Siracusano-Ravesi coordinate da un personaggio del calibro artistico di Tony Canto, è stato seguito da un fuori programma in cui delle canzoni più scherzose hanno voluto sottolineare per contrasto la portata dei brani suonati durante la prima parte della serata.










