MESSINA – Un duro colpo alle frodi nel settore agricolo è stato inferto dai Carabinieri del Reparto Tutela Agroalimentare di Messina. Sotto la direzione della Procura Europea (EPPO) – uffici di Palermo – i militari hanno dato esecuzione a un decreto di sequestro preventivo emesso dal GIP del Tribunale di Catania nei confronti di quattro imprenditori agricoli della provincia messinese.
Il valore complessivo del sequestro ammonta a 454.493,66 euro, comprensivo di disponibilità finanziarie, beni mobili e immobili, oltre a 203 titoli di pagamento (i cosiddetti “diritti all’aiuto”).
L’indagine “Grazing Code”: il trucco del pascolo fantasma
L’attività investigativa, convenzionalmente denominata “Grazing Code”, ha permesso di portare alla luce una truffa aggravata ai danni del bilancio pubblico. Al centro dell’inchiesta, l’erogazione di contributi gestiti dall’AGEA (Agenzia per le Erogazioni in Agricoltura) nell’ambito della Politica Agricola Comune (PAC).
Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, gli indagati dichiaravano nelle loro domande di pagamento di aver effettuato attività di “Pascolamento” su terreni esterni alle proprie aziende. Tuttavia, si trattava di un’operazione solo sulla carta.
Elusi i controlli veterinari
Per ottenere i fondi, la normativa europea e nazionale impone requisiti rigidi: il pascolamento deve essere dimostrato attraverso la movimentazione reale del bestiame, registrata nella Banca Dati Nazionale (VETINFO) e subordinata all’attivazione del cosiddetto “Codice Pascolo”.
Gli imprenditori coinvolti avrebbero volutamente evitato di attivare tale codice, sostituendolo con autodichiarazioni mendaci. Questo stratagemma aveva un fine preciso: Evitare i controlli sanitari perchè senza il “Codice Pascolo”, i veterinari dell’ASL non venivano informati della movimentazione degli animali. Ed ancora simulare l’attività in quanto, In assenza di verifiche sul campo, i titolari potevano dichiarare la presenza del bestiame sui terreni senza che nessuno potesse constatarne l’effettiva assenza.
L’operazione non ha solo l’obiettivo di recuperare le somme indebitamente percepite, ma punta a tutelare il mercato agricolo e i numerosi imprenditori che operano nel rispetto delle regole.
L’azione sinergica tra la Procura Europea e il Reparto Specializzato dell’Arma sottolinea la costante vigilanza sui flussi di denaro pubblico. Il sequestro dei 203 titoli di pagamento, in particolare, impedisce che il meccanismo delittuoso possa continuare a generare profitti illeciti nelle prossime campagne agrarie.
Nota: Il procedimento si trova attualmente nella fase delle indagini preliminari e, in attesa di giudizio definitivo, vale per gli indagati la presunzione di innocenza.










