Silvia Boidi : storia di una piccola grande maratoneta del mare

di Silvia Boidi

Mi chiamo Silvia Boidi, abito a Torino ed ho 54 anni. Fin da bambina ho manifestato attitudine al nuoto e all’età di sette anni ho incominciato a frequentare una volta alla settimana la piscina.
Nella vita mi sono occupata con i miei della gestione di una catena di profumerie, tutte nel Nord Italia, che poi nell’anno 2000 abbiamo ceduto al gruppo francese LVMH (Sephora). Pur avendo avuto da sempre la predilezione verso il nuoto il lavoro portava via parecchio tempo e i miei non avrebbero potuto seguirmi in un nuoto a livello agonistico. Per cui per me è rimasto un hobby.


Questo fino al 2000 quando sono stati ceduti i negozi. (Andavo in piscina la sera, dopo l’orario di lavoro, dalle 20 alle 22).
Trovandomi così più libera ho parlato con mia mamma e le ho detto: “Cosa facciamo adesso?” “Fai qualcosa per te, qualcosa che ti piace” mi dice lei “Cosa ti piacerebbe fare?”
Le rispondo che da sempre mi sarebbe piaciuto oltre che il nuoto suonare il pianoforte, in particolare la musica classica, che ho sempre ascoltato, mi commuove e riconoscevo subito le melodie. E i miei tutti gli anni mi regalavano dischi e cassette. Ho preso quindi contatti con un insegnante di pianoforte e a 40 anni ho iniziato. Mi sono trovata bene da subito e tutt’ora faccio da lei le mie lezioni settimanali, suonando già dei pezzi che meritano.(Mozart, Chopin, Bach, Listz).

Il nuoto è sempre proseguito una volta alla settimana. Quando ero al mare in vacanza, già da ragazzina sentivo la voglia di allontanarmi per fare
percorsi più lunghi e sentendomi sempre più a mio agio a tu per tu con l’immensità del mare. Nel 2010, sempre parlando con mia mamma lei mi suggerisce di sentire chi organizza la traversata dello Stretto di Messina, 3 km, dalla Sicilia alla Calabria.
Nel luglio 2010 faccio quindi la mia prima traversata; in 59 minuti.
Ne ho poi sempre preparata una ogni anno, a luglio.
Quando andiamo in montagna, a Ceresole Reale, nei mesi caldi, faccio la traversata del lago. Per quanto riguarda il mare, tutto l’anno faccio nuotate, anche in inverno, quando preparo il cimento invernale di inizio anno.
Successivamente allo Stretto di Messina ci sono state: da Castellammare di Stabia a Sorrento 12km (in 6 ore). Due volte la traversata delle Bocche di Bonifacio, attraversate come prima donna che lo ha fatto (7 miglia marine, 14 km) in 7 ore tutte e due le volte.

La seconda volta, sono stata seguita al largo dell’isola di Lavezzi da un’intera famiglia di delfini. Poi ancora da Sevelletri a Pilone sulla costa di Brindisi (15 km) in 6 ore.
Da Vulcano (Eolie) a Capo Calavà in Sicilia (Gioiosa Marea) 20km in 9 ore con forti correnti contrarie e un banco di meduse trovate dopo mezz’ora dalla partenza e che ho dovuto attraversare per poter proseguire. L’organizzatore mi dice : “O sale in barca o andiamo avanti e finiamo la traversata.” Così è stato; con il braccio che mi faceva male e tutto tatuato da una bruciatura che ho tenuto per due anni, ho portato a termine la traversata.
Poi ancora: da Vico Equense a Capri 27 km, fatta con un triatleta (9ore).
Da Ischia a Capri, 30km con l’appoggio di una nuotatrice master (13ore). Tragitto mai effettuato da altri.
All’isola d’Elba, 28km, nuotando nella parte inferiore dell’isola da Rio Marina all’isola Corbella, con forti correnti contrarie (12 ore).
Lo scorso 2019 30 km da Salerno a Positano, con correnti contrarie forti, vento e mare mosso a tratti. Ho nuotato per 13 ore. Sempre tutto senza fermarmi e senza mai risalire in barca.

Ogni due ore mi avvicino alla barca per bere un sorso di sali minerali e poi proseguo. Dalla Federazione Nuoto Gran Fondo mi è stato detto che in Italia praticamente non esiste una prova così se non fatta dagli agonisti di gran fondo. Grande soddisfazione per me che non sono agonista e mi alleno una volta alla settimana tutto l’anno.
Ad aprile/maggio e giugno intensifico fino a tre volte la settimana. Per queste traversate è necessaria forza fisica, forza mentale e predisposizione. Mi è stato detto che sono talento naturale e che il nuoto di gran fondo non è per tutti. Questo senz’altro incide e anche forse ereditarietà (uno zio di mia mamma, di origine campana, ha fatto sempre queste traversate).

Mi hanno pubblicato diverse testate giornalistiche locali e anche interviste a TV locali. Che cosa provo mentre sono lì, a tu per tu con il mare? Gioia, una sensazione di libertà, di infinito.
La mente spazia su tutto. Posso pensare a qualunque cosa. Sono sempre stata seguita da diving locali con persone molto scrupolose e preparate ad assistermi o soccorrermi in caso di necessità.

Oltre alle meduse di Vulcano ho dovuto affrontare in qualche caso anche dei crampi (a una o tutte e due le gambe). Naturalmente in così lunghi tragitti ci possono essere cambiamenti del mare, correnti e vento. Ora si stanno informando per farmi affrontare una Capri/Napoli, 36 km. Non sono
sicuri che si possa ottenere il permesso dalla Capitaneria, in quanto prevede una non agonista che attraversa il Golfo.
Le maratone acquatiche (si chiamano così dopo i 25km) sono molto più difficile e faticose di tutte le maratone terrestri. Quando mi vedono arrivare, in genere, non credono che una come me, piccola di statura (sono alta 1 metro e 57), donna, non agonista che non si allena e non si nutre come loro possa portarle al termine.


Dopo, tutti stupiti, naturalmente! Con me, in tutte queste traversate, c’è mia mamma che da sempre crede nel mio potenziale e mi assiste tutto il tempo in barca.
E’ sempre stata per me la migliore delle amiche. Non mi sono mai sposata.
Non ho figli. Non ne ho mai sentito la necessità. Mi piace dire che ho sposato il mare.
Qualcuno mi chiede: Ma non ti manca una famiglia tua? Io ce l’ho già una famiglia. E’ la mia famiglia di origine, composta da mio padre, mia madre e mio fratello. Sono rimasta figlia.

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Annuncio creato il 5 Marzo 2021 18:01