Io credo che si debba ammettere serenamente che questa tornata del ballottaggio abbia rappresentato una chiara sconfitta per il PD e per fortuna che si è vinto a Milano se no sarebbe stata una catastrofe. È’ importante riconoscerlo per potere individuare le cause e i possibili rimedi. Si è perso perché si è riusciti a coalizzare tutte le opposizioni contro il PD di Renzi. Una posizione maturata nei partiti ma accolta anche da gran parte degli elettori.
Che i partiti abbiano maturato questa posizione è facilmente comprensibile. Li ha spaventati l’attivismo del governo e la paura che si aprisse un’era Renzi che nel nostro Paese sono ere che durano almeno vent’anni. Le accuse di rischi per la democrazia e paura di una dittatura sono risibili, tutt’al più in gioco c’è una maggiore governabilità che da noi non guasta certo. Non può dunque essere qui il nodo da affrontare e da correggere. Il nodo è di comunicazione e di percezione da parte dell’opinione pubblica. Qui più che un segnale di efficienza e di governabilità è passata una immagine di arroganza sbruffona del leader e della nuova classe dirigente renziana. Ed è contro questa immagine che la gente ha reagito. Ed è questa immagine che va corretta immediatamente. Proprio perché si è messo mano ad un’opera indispensabile di cui si parlava da decenni senza successo bisogna proiettare nella opinione pubblica una immagine di umiltà ed i disponibilità al confronto più pieno.