«Voglio arrivarci con la 85»
A 11 anni il giovane pilota eoliano ha conquistato il secondo posto nel Campionato FMI Sicilia 2026. Il rapporto con papà Dario, le sfide in pista e il sogno europeo. Nel prossimo fine settimana sarà a Montevarchi per il Trofeo Nazionale delle Regioni, in rappresentanza della Sicilia insieme ad altri due compagni di categoria
di Alessio Cioni
La sua storia comincia con il rumore di un motore e con sensazioni che, ancora bambino, non sapeva spiegare fino in fondo. Oggi, a 11 anni, Lorenzo Orto, giovane pilota di motocross di Lipari, ha conquistato il secondo posto assoluto nel Campionato FMI Sicilia 2026, trasformando una passione nata quasi per gioco in un percorso sportivo fatto di allenamenti, sacrifici e ambizioni sempre più grandi. Il risultato è importante, ma non racconta da solo il ragazzo che indossa il casco, sale in sella e si prepara ad affrontare gli avversari. C’è la voglia di migliorarsi, c’è il sostegno della famiglia e c’è un’isola dalla quale partire per raggiungere circuiti anche molto lontani. Adesso, dopo il vicecampionato siciliano, si apre una nuova opportunità: nel prossimo fine settimana Lorenzo sarà a Montevarchi, dove rappresenterà la Sicilia al Trofeo Nazionale delle Regioni, insieme ad altri due compagni della sua categoria.
Un nuovo appuntamento che arriva mentre la stagione gli sta già restituendo soddisfazioni importanti.
La prima passione, la tensione e il coraggio di riprovarci
Per Lorenzo tutto è cominciato con la scoperta della moto e delle sensazioni che sa trasmettere. «Probabilmente, quando sono salito su una moto per la prima volta, ero ancora inconsapevole di quello che fosse. Mi sono venute voglia anche dal rumore, dalle sensazioni: comunque era un’esperienza molto bella», racconta.
In pista, però, l’entusiasmo deve convivere con la concentrazione. Quando si trova al cancelletto di partenza, Lorenzo sa che pochi secondi possono fare la differenza. La prima curva è già un obiettivo, ma accanto a lui ci sono avversari altrettanto determinati.
«La voglia di partire è alta, perché devi focalizzarti per arrivare per primo alla curva. Però anche la tensione si fa sentire quando sei in linea con gli avversari: devi concentrarti e sai che loro sono pure agguerriti».
Tra le difficoltà maggiori ci sono stati i salti più grandi. Visti da terra possono incutere timore; una volta acquisita confidenza con la moto, diventano invece una parte divertente della disciplina. È un passaggio che richiede tempo, esercizio e fiducia nelle proprie capacità.
Uno dei ricordi più vivi della stagione arriva dalla gara disputata a giugno sul circuito di Siracusa. Per quasi tutta la manche Lorenzo è rimasto in seconda posizione, prima di essere raggiunto da un avversario più forte. È cominciato così un confronto serrato, con sorpassi e controsorpassi, fino al terzo posto finale. Quell’esperienza gli è rimasta impressa non tanto per il piazzamento, quanto per la possibilità di misurarsi con un rivale e continuare a cercare il momento giusto per passare davanti.
«Se sbagli, ci riprovi di nuovo», spiega. Una frase semplice, che restituisce bene lo spirito con cui affronta le corse: l’errore non cancella la possibilità di tentare ancora.
Il vicecampionato siciliano: una stagione di crescita
All’inizio del campionato Lorenzo non sapeva quale risultato avrebbe potuto raggiungere. Gli allenamenti invernali, però, gli hanno permesso di crescere e di guardare alla stagione con aspettative più alte.
«Podio dopo podio si iniziavano a vedere anche i risultati, i punti in campionato e da lì poi ho puntato sempre più in alto».
La seconda posizione finale è arrivata al termine di un percorso nel quale ogni prova ha contribuito a costruire la classifica. Nell’ultima gara Lorenzo ha ottenuto due terzi posti, risultati sufficienti a difendere il titolo di vicecampione siciliano. Non nasconde, tuttavia, che avrebbe voluto fare qualcosa in più.
«I due terzi posti un po’ meno, perché potevo fare di meglio, potevo spingere di più».
La soddisfazione maggiore è stata quella di chiudere il campionato al secondo posto, soprattutto ripensando agli inizi. Nel 2024, al debutto, i risultati erano stati meno significativi. Il confronto con quella prima esperienza gli permette oggi di riconoscere i progressi compiuti.
Anche le gare difficili hanno il loro peso. Quando cade o una manche non va come vorrebbe, Lorenzo ammette di arrabbiarsi. Poi riflette su quello che è successo, cerca di capire dove avrebbe potuto fare meglio e comincia a pensare all’appuntamento successivo. La delusione rimane, ma non diventa un motivo per fermarsi.
Papà Dario, il compagno di viaggio
Dietro il giovane pilota c’è papà Dario, presenza fondamentale in un’attività che richiede organizzazione, tempo e spostamenti impegnativi. Per chi vive a Lipari, raggiungere i circuiti significa affrontare viaggi lunghi e trasferte che, in alcuni casi, portano fino al Nord Italia.
«Mio papà per me è molto importante, anche perché mi porta ovunque nelle piste, anche al Nord Italia», racconta Lorenzo.
Prima di ogni gara, il consiglio è sempre lo stesso: divertirsi, concentrarsi e dare il meglio. «Mi dice sempre di divertirmi, di concentrarmi e di fare il meglio che posso fare».
È un modo di accompagnarlo che tiene insieme l’ambizione sportiva e il piacere di vivere la passione senza perdere di vista ciò che conta. Lorenzo sa quanto impegno richiedano quei viaggi e riconosce il valore del tempo che il padre gli dedica.
«È uno sport che faccio insieme a mio padre e mi diverto sempre quando andiamo. Vedo anche che lui ci mette il suo tempo e io ci metto il mio, ed è una cosa che comunque ripaga».
In questa condivisione c’è una parte importante del percorso: non soltanto arrivare in pista e gareggiare, ma costruire insieme un’esperienza che continua anche lontano dal circuito.
La bicicletta, gli amici e la vita a Lipari
Quando toglie casco e tuta, Lorenzo torna alla quotidianità di un ragazzo della sua età. Finisce i compiti e, nel pomeriggio, prende spesso la bicicletta per andare in giro per Lipari con gli amici.
«Stare dentro casa non mi piace molto», dice. La bicicletta diventa così un’altra occasione per stare all’aria aperta e divertirsi. Anche in questo caso la fantasia corre sulle due ruote: Lorenzo ama percorrere le strade di terra e gli sterrati insieme ai compagni, immaginando la bici quasi come una moto. E quando gli viene chiesto se, in sella, si senta un pilota, un supereroe oppure semplicemente Lorenzo, la risposta è immediata: «Mi sento un pilota».
Non cerca definizioni speciali. Guarda a quello che fa, osserva i compagni di squadra e considera il motocross uno sport da praticare con serietà e professionalità. La sua dimensione è quella della pista, dell’allenamento e della voglia di crescere, senza dimenticare la vita di tutti i giorni sull’isola.
Montevarchi, il Trofeo delle Regioni e il sogno europeo
Il prossimo fine settimana porterà Lorenzo a Montevarchi, per il Trofeo Nazionale delle Regioni. Non sarà soltanto un’altra gara: il giovane liparese scenderà in pista in rappresentanza della Sicilia, insieme ad altri due compagni della sua categoria. Una nuova occasione per confrontarsi con piloti provenienti da altre regioni e vivere un’esperienza diversa dal campionato appena concluso.
Intanto, lo sguardo è già rivolto a obiettivi più lontani. Lorenzo avrebbe voluto partecipare al Campionato Europeo nella classe 65, ma non è riuscito a realizzare questo sogno. Ora spera di riprovarci con la classe 85, continuando a crescere e a misurarsi con avversari sempre più preparati.
Tra le piste che vorrebbe conoscere ci sono Loket, Lommel e Riva La Sarda. Prima, però, c’è il Campionato Italiano, una sfida che gli permetterà di capire a che punto è il suo percorso.
«Ci provo anche quest’anno all’Italiano e vediamo come va. Io spero sempre di arrivarci».
A 11 anni, Lorenzo Orto ha già imparato che una stagione non si costruisce con una sola gara e che i risultati sono il frutto di tanti tentativi. Il secondo posto siciliano è una conquista da festeggiare, Montevarchi è una nuova opportunità e l’Europa resta un sogno da inseguire. Da Lipari alle piste che vorrebbe conoscere, la strada è ancora lunga. Ma Lorenzo ha già trovato il modo di affrontarla: con la voglia di partire, la capacità di imparare dagli errori e quella determinazione che, in fondo, si riassume nelle sue stesse parole: se sbagli, ci riprovi di nuovo










