Documento congiunto delle amministrazioni delle isole: chiesto lo stop a qualsiasi incremento delle tariffe e la convocazione urgente di un tavolo con Governo e Regione. «I collegamenti non sono un privilegio, ma un diritto essenziale»
Presa di posizione forte e unitaria quella dei sindaci delle isole minori siciliane di fronte al nuovo aumento delle tariffe dei collegamenti marittimi.
In un documento di protesta, trasmesso anche dal Comune di Lipari, i primi cittadini denunciano una situazione di «incertezza, precarietà e penalizzazione» che da anni grava sulle comunità insulari e chiedono alle istituzioni di intervenire prima che eventuali rincari ricadano ancora una volta sui residenti e sulle attività economiche.
«Cosa accadrà questa volta?», è la domanda posta dai sindaci, che contestano il ripetersi di una dinamica nella quale, in occasione delle scadenze contrattuali o delle riorganizzazioni dei servizi, sono le popolazioni delle isole a dover affrontare il rischio di aumenti, riduzioni delle corse e disagi.
Per i sindaci, navi e aerei non rappresentano servizi accessori, ma costituiscono una condizione indispensabile per garantire il diritto alla mobilità, l’accesso alla sanità e all’istruzione, la possibilità di lavorare e, più in generale, il pieno esercizio dei diritti di cittadinanza.
Il documento sottolinea inoltre come il cosiddetto costo dell’insularità incida pesantemente sulla vita quotidiana: dalla mobilità delle persone e delle merci all’approvvigionamento, dalla sanità all’istruzione, fino all’occupazione e alla competitività delle imprese.
A preoccupare è anche l’incertezza sul futuro dei collegamenti e sui rinnovi contrattuali. Secondo i sindaci, un ulteriore aumento delle tariffe avrebbe conseguenze pesanti non soltanto sulle famiglie residenti, ma anche sulle attività economiche, in territori già caratterizzati da una forte stagionalità.
«Le gare devono partire dalle esigenze delle isole»
Il punto centrale della protesta riguarda però il metodo con cui dovranno essere programmati i futuri servizi di continuità territoriale.
«È necessario cambiare radicalmente approccio», sostengono i sindaci, chiedendo che le future gare marittime e aeree vengano costruite a partire dalle reali esigenze delle isole, e non dalle risorse finanziarie disponibili.
Prima, quindi, devono essere individuati i servizi necessari a garantire la continuità territoriale e lo sviluppo delle comunità insulari; successivamente dovranno essere reperite le risorse necessarie per assicurarli.
«Le isole non chiedono privilegi», ribadiscono i primi cittadini. Chiedono invece che venga finalmente riconosciuto il costo dell’insularità e che la continuità territoriale si traduca in servizi «adeguati, affidabili, accessibili e sostenibili».
Le sette richieste dei sindaci
Nel documento vengono formulate sette richieste precise.
Tra queste, l’immediata sospensione di qualsiasi ipotesi di aumento delle tariffe, fino alla definizione di un quadro stabile e condiviso dei servizi; la convocazione urgente di un tavolo istituzionale con Ministero, Regione Siciliana e sindaci delle isole minori; una strategia pluriennale per i collegamenti marittimi e aerei e il coinvolgimento preventivo delle amministrazioni locali nella predisposizione delle future gare.
Viene inoltre chiesto di garantire standard minimi di servizio, frequenze, orari, capacità di trasporto e livelli tariffari compatibili con il diritto alla mobilità dei residenti, oltre a un adeguato quadro finanziario pluriennale.
Le gare, infine, dovranno considerare non soltanto la sostenibilità economica dei servizi, ma anche il loro valore sociale, territoriale ed economico.
«Non è più tempo di affrontare l’insularità in emergenza»
La conclusione del documento è un appello diretto al Governo nazionale e alla Regione Siciliana affinché assumano una posizione chiara e intervengano per scongiurare quello che i sindaci considerano l’ennesimo aggravio a carico delle popolazioni insulari.
«Non è più tempo di rinviare, non è più tempo di affrontare l’insularità in emergenza», sostengono.
Le isole minori siciliane chiedono quindi certezza, dignità, continuità e futuro, rivendicando un ruolo diretto nella costruzione delle regole che disciplineranno i prossimi servizi di continuità territoriale.
La richiesta è netta: le regole dei prossimi collegamenti devono essere scritte insieme alle isole e per le isole, partendo dai loro bisogni e dalle loro legittime aspirazioni di crescita e non dalle limitate risorse oggi disponibili.








