Taormina e il suo comprensorio al centro dell’iniziativa della FISASCAT CISL Messina, ma la questione riguarda un fenomeno che attraversa l’intero territorio provinciale, dalle località turistiche della costa alle Isole Eolie. Il tema è quello dei lavoratori stagionali e di cosa accade quando, a fronte della prosecuzione dell’attività turistica, alcuni rapporti di lavoro arrivano alla loro naturale scadenza.
La FISASCAT CISL Messina ha presentato un esposto all’Ispettorato Territoriale del Lavoro di Messina chiedendo di verificare, caso per caso, la situazione delle aziende nelle quali i contratti stagionali risultano in scadenza il 31 agosto 2026, mentre l’attività alberghiera e turistica prosegue anche nelle settimane successive.
Il sindacato tiene a precisare un punto: nessuna accusa preventiva nei confronti delle imprese, ma la richiesta di un controllo sulla corrispondenza tra quanto previsto dai contratti e ciò che concretamente avviene nei luoghi di lavoro.
«Non stiamo accusando preventivamente nessuno – precisa la FISASCAT CISL Messina –. Chiediamo semplicemente che vengano verificati i fatti. Se un’attività alberghiera continua a settembre, se le presenze turistiche rimangono elevate e se permane un fabbisogno di personale, cosa accade ai lavoratori i cui rapporti vengono fatti cessare il 31 agosto?».
La stagione turistica non si ferma al calendario
La questione sollevata dal sindacato nasce dalla particolare conformazione della stagione turistica messinese. Taormina, Giardini Naxos, Letojanni, le località della costa ionica, ma anche Milazzo e le Eolie continuano a rappresentare poli di forte attrazione turistica anche oltre il tradizionale periodo estivo.
Per la FISASCAT, quindi, il punto non è mettere in discussione la libertà delle imprese di programmare il personale secondo le proprie esigenze, ma verificare se la durata dei rapporti di lavoro sia coerente con l’effettivo andamento dell’attività.
«La stagione non è soltanto una data indicata sul calendario – sottolinea il sindacato –. È fatta di camere occupate, prenotazioni, servizi da garantire, turni da coprire e personale necessario a garantire il funzionamento delle strutture».
Da qui la richiesta di mettere a confronto contratti, comunicazioni agli enti e organizzazione concreta del lavoro.
Nell’esposto vengono richiamate, tra le altre, le comunicazioni obbligatorie UNILAV, i contratti individuali, eventuali proroghe, rinnovi e cessazioni. Ma l’attenzione viene rivolta anche alle modalità con cui il fabbisogno di personale viene eventualmente coperto dopo la cessazione dei rapporti stagionali.
La domanda del sindacato: chi copre il lavoro dopo il 31 agosto?
È questo il nodo centrale dell’iniziativa.
Se una struttura continua a lavorare a settembre e ottobre, con presenze turistiche significative e con la necessità di garantire gli stessi servizi, chi viene chiamato a svolgere quelle mansioni?
La FISASCAT chiede agli organi competenti di verificare, caso per caso, se dopo la cessazione dei contratti vengano effettuate nuove assunzioni, utilizzati lavoratori extra, attivate prestazioni occasionali, prorogati o rinnovati altri rapporti o adottate altre forme di organizzazione del lavoro.
Il sindacato precisa però che il semplice ricorso a forme contrattuali o organizzative diverse dal rapporto stagionale non costituisce automaticamente una violazione.
«Non diciamo che il ricorso a forme di lavoro diverse dal rapporto stagionale costituisca automaticamente una violazione. Sarebbe una conclusione che spetta agli organi competenti. Chiediamo invece che venga verificato, caso per caso, come viene organizzato il lavoro e se vi siano elementi che meritano un approfondimento».
Una posizione, dunque, che punta sull’attività ispettiva e sul confronto tra dati documentali e realtà aziendale.
Da Taormina a tutta la provincia, Eolie comprese
Pur partendo dal comprensorio taorminese, la questione posta dalla FISASCAT CISL può assumere una dimensione più ampia.
La stagionalità rappresenta infatti una componente strutturale dell’occupazione turistica in diverse aree della provincia di Messina. Il problema della durata dei contratti, della continuità occupazionale e del ricorso a nuovo personale dopo la conclusione dei rapporti stagionali non riguarda soltanto Taormina.
Un ragionamento analogo può interessare le principali località turistiche della provincia e, in particolare, le Isole Eolie, dove il turismo rappresenta una componente fondamentale dell’economia locale e dove l’andamento della stagione può prolungarsi ben oltre il mese di agosto.










