Come riporta la Gazzetta del Sud è diventata definitiva la condanna a 8 anni e 3 mesi di reclusione nei confronti del 54enne liparese Giuseppe Stramandino, imputato per estorsione, tentata estorsione e lesioni ai danni di alcuni noti imprenditori di Lipari.
La seconda sezione penale della Corte di Cassazione ha infatti dichiarato inammissibile il ricorso presentato dal difensore, l’avvocato Giovambattista Freni, contro la sentenza della Corte d’Appello emessa nel novembre 2025, che aveva confermato integralmente la condanna pronunciata in primo grado.
Con la decisione della Suprema Corte diventano definitive anche le statuizioni civili già disposte nei precedenti gradi di giudizio. Restano quindi confermati gli obblighi risarcitori e il pagamento delle spese processuali in favore delle parti civili costituite: gli imprenditori Simone Messina, assistito dall’avvocato Bonni Candido, Livio Munafò, rappresentato dall’avvocato Bruno Brunetto, e Cristina Sardella, difesa dall’avvocato Giovanni Battista Macrì Pellizzeri.
La condanna comprende inoltre il risarcimento dei danni, la cui quantificazione definitiva sarà stabilita in sede civile. In primo grado, il tribunale aveva disposto anche il pagamento dei danni in favore di due imprenditori, da liquidarsi separatamente, mentre a un terzo era stata riconosciuta una provvisionale immediatamente esecutiva di 10 mila euro. Secondo quanto sostenuto dalle parti offese, il danno complessivo ammonterebbe a circa 18 mila euro.











