
di Peppuccio Subba
Con Legge costituzionale n.2 del 7 novembre 2022, approvata ad unanimità dal Parlamento, è stata introdotta la modifica dell’articolo 119 della costituzione con l’inserimento del comma 6 che così recita: “La Repubblica riconosce la peculiarità delle isole e promuove le misure necessarie a rimuovere gli svantaggi derivanti dall’insularità.”
La norma mira a compensare gli svantaggi strutturali, derivanti dalla condizione insulare, che riguardano soprattutto:
1) Maggiori costi di trasporti di persone e merci;
2) Minore accessibilità ai servizi essenziali;
3) Difficoltà nei collegamenti;
4) Possibili effetti negativi sullo sviluppo economico e sulla competitività delle imprese.
L’inserimento del principio di insularità in Costituzione, vincola lo Stato e gli altri livelli di Governo, anche regionali, a tenere conto della condizione insulare quando adottano politiche pubbliche e misure economiche.
Per dare attuazione al principio costituzionale dell’insularità, con Legge n.197 del 2022 (Legge di Bilancio 2023), è stata istituita la Commissione bicamerale per il contrasto degli svantaggi derivanti dall’insularità.
La Commissione ha precisi compiti tra cui:
1) Effettuare ogni anno una ricognizione delle risorse finanziarie nazionali ed europee destinate alle isole;
2) Individuare i settori maggiormente colpiti dall’insularità con particolare riferimento a: sanità, istruzione, trasporti, continuità territoriale e servizi indispensabili;
3) Proporre correttivi ai livelli essenziali delle prestazioni per garantire servizi adeguati nelle isole, ed evitare così il “pellegrinaggio” in terraferma;
4) Presentare ogni anno alle Camere una relazione formulando osservazioni e proposte per assicurare l’attuazione del principio costituzionale suindicato.
I primi cittadini delle isole, con in testa il sindaco di Lipari, dott. Riccardo Gullo, sono stati ascoltati in audizione presso la Commissione Parlamentare, presieduta dall’onorevole Tommaso Calderone di Forza Italia, i temi centrali, discussi in videoconferenza, hanno riguardato le principali criticità legate all’insularità e sono state indicate misure per assicurare pari opportunità di sviluppo economico e sociale, garantiti nelle aree della terraferma.
Dal 10 al 12 ottobre 2025 si sono svolti a Lipari gli “Stati Generali delle isole minori marine”.
L’evento, promosso dal Ministro Nello Musumeci, ha riunito rappresentanti del Governo Nazionale, delle istituzioni europee, delle Regioni, dei Comuni delle isole minori e dell’economia blu, per discutere le sfide dei territori insulari.
I principali temi “affrontati”: 1) trasporti e continuità territoriale; 2) sanità e servizi essenziali; 3) protezione civile ed emergenze; 4) infrastrutture e sicurezza del territorio; 5) sviluppo sostenibile; 6) turismo e valorizzazione delle comunità insulari.
L’obiettivo dichiarato era quello di portare all’attenzione degli organi pubblici le esigenze dei 35 comuni delle isole minori italiane.
L’approvazione della Legge Costituzionale sull’insularità, l’istituzione della Commissione parlamentare, i temi trattati nel corso degli Stati Generali, avevano alimentato la speranza degli isolani di un futuro migliore con la cancellazione delle limitazioni strutturali e sociali derivanti dall’insularità.
L’ottimismo ha perso quota in quanto la lunga lista degli svantaggi è rimasta pressoché immutata, mettendo, talvolta, a dura prova anche il diritto di esistere per i residenti e di operare per le imprese.
I settori che generano maggiori difficoltà sono i trasporti talvolta insufficienti a soddisfare le esigenze di mobilità di residenti e turisti; la sanità per insufficienza del personale medico e paramedico, diversi servizi di utilità sociale.
In atto il servizio pubblico essenziale di approvvigionamento idrico alle abitazioni e attività commerciali (in prima linea strutture ricettivo turistiche) di Lipari registra gravi carenze legate alla ridotta fornitura di acqua potabile prodotta dal dissalatore di Lipari (mc 3700 invece di 4400 giornalieri).
Per fronteggiare questa emergenza, che si verifica ricorrentemente, il rifornimento integrativo di acqua viene effettuato con navi cisterna di armatori privati.
Il costo per l’impiego delle navi cisterna è posto a carico del Ministero della Difesa.
L’ente che coordina e pianifica il fabbisogno idrico è il dipartimento dell’acqua dell’Assessorato Regionale dell’energia e dei servizi di pubblica utilità,
Negli ultimi mesi, nonostante le pressanti richieste del sindaco di Lipari e del funzionario del servizio idrico integrato gestito dal Comune, il dirigente del Dipartimento Regionale ha autorizzato l’assegnazione delle navi cisterna in misura insufficiente a colmare la carenza idrica.
E’ necessario segnalare il gravissimo svantaggio al Presidente della Commissione Parlamentare, ad altri responsabili della pubblica amministrazione e sollecitare un immediato intervento per risolvere la grave crisi, che sta colpendo Lipari e altre isole dell’arcipelago.
Da tempo è stato presentato un disegno di Legge contenente: “disposizioni per la tutela, la valorizzazione e lo sviluppo sostenibile delle isole minori italiane”.
In attesa che il progetto di Legge, ricco di “buone intenzioni”, venga discusso e approvato è opportuno richiedere la piena attuazione della Legge sull’insularità, contenente diritti e principi costituzionali che hanno supremazia nell’ordinamento giuridico italiano.







