Nel corso della Seconda guerra mondiale, il Mediterraneo fu teatro di tragedie spesso dimenticate, consumate lontano dai grandi fronti ma profondamente impresse nella memoria delle comunità costiere. Tra queste vi è, l’affondamento al largo di Vulcano, del piroscafo Santamarina, una vicenda drammatica che intreccia guerra, paura e destino umano. Quel naufragio non rappresentò soltanto la perdita di una nave, ma anche il simbolo di un’epoca segnata dall’incertezza e dal sacrificio di civili e marinai coinvolti, loro malgrado, nel conflitto. A guidarci in questo percorso è il racconto dello storico Giuseppe La Greca su Humanities, che con rigore e sensibilità ripercorre gli eventi legati all’affondamento del Santamarina, offrendo non solo una ricostruzione storica, ma anche una riflessione sul valore della memoria collettiva e sull’importanza di preservare le storie del nostro passato.

Giuseppe La Greca
L’Affondamento del Santamarina
Il 9 maggio 1943 un boato sconvolge le Eolie, al largo di Vulcano viene affondato, da un sottomarino inglese, il piroscafo «Santamarina». Prima di quel giorno la nave Eoliana era stata risparmiata o semplicemente era stata fortunata, nonostante i numerosi attacchi nel quadrante di mare compreso tra Capo D’Orlando, Capo Milazzo, Capo Rasocolmo e le acque delle Isole Eolie – tra il 1941 ed il 1943 – dalle diverse unità sottomarine britanniche. Per decenni non è stato possibile conoscere tutti i protagonisti della vicenda; soltanto nelle ultimi due decadi si è
riusciti ad approfondirli.
Affondamenti tra il 1941 ed il 1943
Il 31 marzo 1941 il sommergibile Capponi, in trasferimento da Messina a La Spezia, per essere messo in disarmo, fu silurato ed affondato a sud di Stromboli dal sommergibile inglese Rorqual, nessun superstite fra i 49 membri dell’equipaggio. Il 27 settembre 1941 il cacciasommergibili Albatros fu silurato dal sottomarino Upright e s’inabissò a 8 miglia a nord ovest di Capo Rasocolmo con 52 membri di equipaggio. Il 5 gennaio 1942, il sommergibile oceanico Ammiraglio Saint Bon mentre transitava in superficie, al largo di Capo Milazzo, fu avvistato dal sottomarino Upholder, che gli lanciò una sventagliata di siluri, uno di questi centrò l’unità navale che saltò in aria con i suoi 78 membri di equipaggio. Alle 9 del mattino del 1° aprile 1942 al largo di Stromboli, 11 miglia circa, viene affondato l’incrociatore leggero Giovanni delle Bande Nere, dal sommergibile Urge (ten. Di vascello Tomkinson). L’unità, colpita da due siluri si spezzò in due tronconi ed affondò immediatamente trascinando con sè 381 uomini su 507 dell’equipaggio. Il mattino del 13 agosto del 1942 gli ottocento abitanti di Panarea vennero svegliati da due boati provenienti dal mare. L’incrociatore pesante Bolzano e l’incrociatore Attendolo erano stati colpiti da un sommergibile inglese nello specchio d’acqua davanti all’isola. Gli abitanti erano, in











