Le Eolie-scrive il giornalista Gianluca Giuffrè – vivono una contraddizione che ormai è diventata insostenibile: si pretende di far funzionare un arcipelago moderno con infrastrutture portuali che moderne non sono più. Moli lesionati, banchine insufficienti, fondali non adeguati, approdi che si sfaldano a ogni mareggiata: è il ritratto di un sistema che non regge più il peso delle esigenze reali delle isole.
Nel frattempo, – continua- i nuovi mezzi di collegamento — aliscafi, navi veloci, traghetti di ultima generazione — crescono in stazza, lunghezza e pescaggio, mentre gli approdi eoliani restano fermi a un’altra epoca. È un paradosso: si investe nella flotta, ma non nei porti. E così ogni anno si ripete la stessa scena: manovre difficili, attracchi al limite, ritardi, cancellazioni, disagi per residenti e turisti.
Ed ancora : “Le Eolie non possono vivere di precarietà. Per vivere qui, per lavorare qui, per fare turismo qui, bisogna partire dai porti. Non è un dettaglio tecnico: è la condizione minima per garantire continuità territoriale, sicurezza, economia, dignità.
E non basta il mare. Un arcipelago moderno ha bisogno anche di un sistema aereo efficiente, fatto di elisuperfici operative, collegamenti rapidi che non dipendano dal meteo o dalla fortuna. Le isole non possono essere lasciate sole quando il mare si chiude.
Oggi le Eolie chiedono una cosa semplice: essere trattate come un territorio reale, non come una cartolina. Perché senza porti adeguati non c’è turismo, senza collegamenti non c’è lavoro, senza infrastrutture non c’è futuro.
Le Eolie meritano molto di più di ciò che hanno. E soprattutto meritano ciò che serve davvero: porti sicuri, moderni, funzionali. Mezzi proporzionati agli approdi. Collegamenti marittimi e aerei che garantiscano continuità, non speranza.
Il resto sono promesse. E le promesse, alle Eolie, il vento le porta via”.
https://www.regione.sicilia.it/la-regione-informa/isole-minori-stato-17-milioni-porti-schifani-arico-grazie-al-governo-nazionale









