Un viaggio a vuoto, ore di attesa e la beffa finale a pochi metri dalla banchina. È la disavventura vissuta ieri da un cittadino di Lipari, un atleta “over 50”, vittima di un cortocircuito burocratico e organizzativo tra gli uffici dell’Asp di Messina.
La vicenda ha inizio mesi fa con una prenotazione tramite CUP per una visita medico-sportiva agonistica da effettuarsi a Lipari. Solo grazie alla scrupolosità del medico sportivo locale, l’appuntamento viene spostato a Messina: per gli over 50, infatti, la normativa prevede protocolli più rigidi e centri attrezzati con test da sforzo specifici. Tuttavia, il passaggio tra Lipari e la sede centrale dell’Asp non ha evitato il paradosso.
Ieri, mentre l’utente si trovava già sull’aliscafo e a soli cinque minuti dallo sbarco a Messina, è arrivata la telefonata dall’Asp: visita annullata. Il motivo? Anche gli ambulatori dell’Azienda Sanitaria Provinciale non sarebbero attrezzati per quella specifica tipologia di accertamento. Oltre al danno, la beffa: all’utente viene suggerito di rivolgersi al Policlinico, i cui numeri del CUP risultano però virtualmente irraggiungibili, con la linea che cade sistematicamente dopo l’attesa.
Questa “odissea dello stretto” mette a nudo una grave carenza di comunicazione interna. Se l’Asp si fosse accorta per tempo dell’inadeguatezza dei propri centri, avrebbe evitato a un cittadino delle isole un viaggio costoso e faticoso.
Per non sprecare l’intera giornata e ottenere finalmente il certificato, l’utente è stato costretto a rivolgersi a un centro privato a Milazzo: qui, in soli trenta minuti, ha eseguito l’intero protocollo che il pubblico non è stato in grado di garantire in mesi di attesa.
Ora la pratica passerà sul tavolo legale o amministrativo dell’Asp: l’utente presenterà infatti copia della fattura del privato e i biglietti di viaggio per chiedere il rimborso di un danno causato esclusivamente da una disorganizzazione del servizio sanitario pubblico.








