Il Comune al terzo posto nella triste classifica nazionale in una provincia che è prima. Da un anno attivo anche l’ambulatorio Ser. D all’ospedale .
Lipari accende i riflettori su una emergenza che non ammette più ritardi : le dipendenze dilagano e con esse la preoccupazione di una comunità che ha bisogno di punti di riferimento. Per questo è stato presentato nell’aula magna dell’Istituto Comprensivo “Santa Lucia” il punto di ascolto “Antenne”, un servizio dedicato non solo ai giocatori d’azzardo problematici, ma anche alle loro famiglie e a chi vive altre forme di dipendenza. Sono intervenuti, tra gli altri ,il direttore dell’Area dipendenze patologiche dell’Asp 5, Pietro Russo; il dirigente medico del Ser. D di Milazzo, Giovanni Utano; il sindaco Riccardo Gullo e l’assessore Cristina Roccella.
L’iniziativa, promossa dall’Azienda Sanitaria Provinciale di Messina insieme a una rete di realtà del terzo settore e con il supporto del Comune guidato dal sindaco Riccardo Gullo, è attiva nell’isola già da marzo e rappresenta un presidio fondamentale sul territorio. Il servizio, operativo ogni martedì, dalle 9,00 alle 13,00, al palazzo municipale ( tel. 3933575583) alterna colloqui di supporto ad attività di sensibilizzazione tra i cittadini.
Ma al di là della presentazione, l’incontro è stato soprattutto un momento di confronto che ha fatto emergere criticità profonde. La più allarmante riguarda i numeri: la provincia di Messina è la più colpita in Italia per le dipendenze e, in questo quadro, Lipari si colloca tra i primi tre territori più interessati dopo Castell’Umberto e Patti. Si calcola che nel solo Comune di Lipari la spesa per le dipendenze è di 4300 euro pro capite in una comunità che spende 50 milioni di euro all’anno in dipendenze. Un dato che fotografa una realtà spesso sottovalutata ma ormai radicata e che ha un impatto sociale ed economico significativo .

Gli esperti intervenuti hanno sottolineato come il fenomeno coinvolga sempre più giovani, con casi precoci e una normalizzazione di comportamenti a rischio: dall’uso di alcol e sostanze fino al gioco d’azzardo. Preoccupa anche il crescente disagio relazionale, con episodi di bullismo, violenza e controllo possessivo facilitato dall’uso delle tecnologie.
Altro nodo centrale è la carenza di personale specializzato nei servizi pubblici per le dipendenze, che rischia di limitare l’efficacia degli interventi. Nonostante ciò, l’apertura dell’ambulatorio Ser.D sull’isola rappresenta un passo importante: in un anno sono già state seguite circa 50 persone, tra cui diversi minori e famiglie.
Dall’incontro emerge chiaramente come occorra rafforzare la prevenzione partendo dalle scuole e dalle fasce più giovani, ricostruendo al tempo stesso il ruolo educativo degli adulti. Il progetto “Antenne”, che dovrebbe concludersi nel 2027, punta ora a consolidarsi e diventare un punto stabile di riferimento. La sfida è trasformare la consapevolezza ( anche e soprattutto della politica regionale) in azioni concrete, evitando che il problema continui a crescere nell’ombra.












