Un grido d’aiuto che sa di ultima istanza. Il C.I.S. (Consorzio Imprese Edili) di Stromboli, guidato da Vincenzo Cusolito, in collaborazione con la Proloco “Amo Stromboli”, ha inviato una durissima nota ufficiale al Prefetto di Messina e a tutte le autorità competenti. Il tema è la paralisi degli scali portuali dell’isola, una situazione che, a meno di 40 giorni dalla Pasqua, rischia di cancellare la stagione turistica e mettere in ginocchio la sopravvivenza stessa della comunità.
Dalla mareggiata “Harry” di oltre un mese fa, lo scalo di Stromboli è solo parzialmente operativo. Il divieto di sbarco per mezzi superiori alle 3,5 tonnellate sta strozzando l’isola. Non arrivano i materiali per i cantieri edili, ma soprattutto scarseggia il carburante per la centrale elettrica Enel e per l’unico distributore locale. “Non è solo un’esigenza ordinaria – si legge nella nota – ma un fattore vitale. In un contesto vulcanico attivo, la mobilità sicura è l’unica garanzia per gestire le frequenti emergenze”.
A peggiorare il quadro c’è la situazione di Ginostra, totalmente interdetta ai mezzi veloci dopo l’ordinanza dell’Ufficio Circondariale Marittimo di Lipari dello scorso 14 febbraio. L’allarme più immediato riguarda però i rifiuti: con i mezzi pesanti bloccati, il trasferimento degli scarti solidi urbani (RSU) è fermo. Il Consorzio denuncia un “imminente rischio per la salute pubblica”, con la raccolta che rischia l’interruzione totale entro pochi giorni.
Il silenzio delle istituzioni e la “sfida” della Pasqua
La comunità lamenta un silenzio assordante: nessuna rassicurazione ufficiale, nessun cronoprogramma. “Le aziende non sanno se e come potranno riaprire per Pasqua”, sottolinea Cusolito. Il CIS non chiede l’impossibile, ma una soluzione provvisoria d’urgenza che consenta l’attracco senza limiti di tonnellaggio, superando i tempi tecnici necessari per i lavori definitivi.
L’appello al Prefetto
La nota si chiude con una richiesta perentoria a Sua Eccellenza il Prefetto di Messina: farsi promotore di un incontro urgente tra istituzioni regionali, comunali ed enti delegati. Stromboli, abituata a resistere a vulcani, incendi e alluvioni, oggi teme di soccombere sotto il peso della burocrazia e dell’inerzia infrastrutturale.











