Dopo i danni di “Harry”, e le restrizioni, inviare mezzi commerciali nell’isola e rifornimenti è difficile e costoso. Gli imprenditori avevano presentato delle soluzioni alternative in attesa delle opere
Il Consorzio Imprese Edili Strombolane (C.I.S.), attraverso una durissima nota firmata dal presidente Vincenzo Cusolito, ha lanciato un nuovo grido d’allarme indirizzato al Sindaco di Lipari, alla Regione Siciliana e alla Prefettura di Messina.
L’ultima ordinanza del Circomare Lipari ha ridotto il limite di carico sul molo di Scari da 5,0 a 3,5 tonnellate. Una restrizione che, di fatto, permette lo sbarco solo a piccoli furgoni o “motoapi”, rendendo impossibile l’arrivo dei camion di grande portata necessari per il trasporto di materiali edili e beni di prima necessità.
Le criticità più gravi riguardano però i servizi essenziali: con questo limite di peso, diventa impossibile garantire il regolare rifornimento di carburante per la centrale ENEL e l’approvvigionamento delle bombole di gas, fondamentali per la vita quotidiana della comunità.
Una via di fuga compromessa
Il Consorzio sottolinea come Stromboli non sia una “semplice isola minore”, ma un vulcano attivo costantemente monitorato. In questo contesto, il molo di Scari non è solo una banchina commerciale, ma l’unica reale via di fuga per la popolazione in caso di emergenza vulcanica o evacuazione. Vedere questa infrastruttura strategica di Protezione Civile ridotta alla parziale inagibilità alimenta un profondo senso di insicurezza.
Il “silenzio istituzionale” e il confronto con Ustica
Nella nota, il C.I.S. denuncia un totale silenzio istituzionale e l’assenza di comunicazioni ufficiali alla popolazione. Il presidente Cusolito pone una domanda provocatoria alle autorità: perché in contesti analoghi, come a Ustica, è stato possibile realizzare infrastrutture provvisorie in tempi rapidissimi, mentre a Stromboli la situazione resta bloccata senza una tempistica chiara ?.
La richiesta: incontro urgente
Le imprese chiedono un incontro istituzionale immediato per individuare soluzioni anche provvisorie che garantiscano la piena funzionalità dell’approdo. “Questa condizione sta causando disagi gravissimi alla comunità”, conclude il Consorzio, confidando nel senso di responsabilità degli enti preposti affinché Stromboli non resti vittima, oltre che del mare, anche dell’inerzia burocratica.

Lo stesso Consorzio in una nota inviata lo scorso 24 gennaio, tra gli altri sempre al presidente Schifani, al Sindaco Gullo e al responsabile regionale della Protezione civile Cocina aveva evidenziato come il limite di portata fissato inizialmente a 5.000 kg (5 tonnellate) rendesse il trasporto merci insostenibile nel lungo periodo. Ed era stato spiegato come un piccolo furgone, del peso di 2-3 tonnellate, potesse trasportare solo pochissime pedane di merce, con un costo di esercizio stimato in circa € 600,00 per ogni singolo viaggio. Era stato, di conseguenza, evidenziato, come senza carichi maggiori, l’isola rischiasse il blocco totale dell’economia, dello smaltimento rifiuti e dei rifornimenti di carburante.
Le soluzioni proposte
Il C.I.S. aveva suggerito due strade percorribili nell’immediato. La realizzazione di un ponte provvisorio (Soluzione prioritaria) mediante Installazione di un ponte metallico sopra la parte sinistra di quello esistente, utilizzando 5 travi in ferro a T lunghe 16 metri, sormontate da piastre in lamiera spesse 2 cm. Una soluzione veloce per consentire di lavorare quasi normalmente con una spesa stimata di circa € 21.500,00 (esclusi trasporti e autorizzazioni) garantire il transito ai mezzi pesanti dando tempo agli enti di progettare l’opera definitiva.
Ed ancora, il trasbordo diretto in nave, come soluzione alternativa. La proposta consisteva e consiste nel far arrivare i camion pesanti (fino a 30 tonnellate) direttamente dentro la stiva della nave per lo scarico della merce all’interno dello stesso traghetto su mezzi più leggeri (entro i 5.000 kg), per fare la spola tra il garage dell’imbarcazione e il molo. Opzione che richiederebbe la disponibilità delle compagnie di navigazione a sostare in porto il tempo necessario per le operazioni di trasbordo.
Il Consorzio in ogni caso, ha sottolineato l’urgenza di effettuare prove di carico ufficiali per determinare l’effettiva solidità della struttura, offrendo queste proposte come contributo di idee per evitare il disastro economico per le tante famiglie che dipendono dalle attività dell’isola.
Stromboli, per il molo nuova ordinanza del Circomare Lipari : Sbarcano i mezzi fino a 3,5 tonnellate










