“Non è accettabile che lavoratori essenziali per la comunità eoliana debbano farsi carico di costi che, per legge, non dovrebbero sostenere”, dichiara l’Avv. Maria Crupi.
L’Avv. Maria Crupi, in proprio e in rappresentanza dei dipendenti pubblici che prestano servizi essenziali nelle Isole Eolie – tra cui docenti, personale ATA, operatori sanitari e altre categorie – ha formalmente contestato i decreti attuativi che regolano il rimborso dei biglietti di trasporto marittimo veloce con gli aliscafi .
Al centro della contestazione vi sono i due decreti della regione Siciliana (D.A. n. 14/Gab del 04/02/2025 e D.A. n. 15/Gab del 05/02/2025), i quali hanno trasformato il diritto alla gratuità del trasporto, previsto dalla Legge Regionale 22/02/2023, n. 2, in un sistema di rimborso posticipato aleatorio, posto che:
- la piattaforma da dicembre non è stata ancora attivata,
- il rimborso è sempre condizionato ai limiti di disponibilità dei fondi regionali,
- non è previsto neanche un termine entro cui il rimborso dovrebbe avvenire)
Questa modifica impone ai lavoratori l’anticipazione delle spese di viaggio, generando gravi disagi economici e incertezza sui tempi di restituzione delle somme versate.
Viene inoltre contestato l’onere economico che il nuovo sistema di rimborso impone ai lavoratori pubblici delle Isole Eolie. I dipendenti, infatti, sebbene la legge parli di gratuità e sia previsto espressamente lo stanziamento delle somme per tali finalità, devono anticipare di tasca propria il costo dei biglietti degli aliscafi, senza alcuna certezza sui tempi di restituzione delle somme spese. Un meccanismo che, oltre a creare difficoltà economiche immediate, rischia di lasciare scoperti molti lavoratori nel caso in cui le risorse stanziate non siano sufficienti a coprire tutti i rimborsi,
A complicare la situazione è proprio la mancanza di tempistiche certe. I decreti attuativi non stabiliscono scadenze precise per il rimborso, lasciando i lavoratori in un limbo amministrativo e aggravando l’incertezza economica, posto che nell’arco di un mese sono costretti ad acquistare più abbonamenti, oltre che sostenere altri costi, per recarsi al lavoro, come pedaggi autostradali, carburante, parcheggi, sicchè in sostanza lavorano non per avere una vita dignitosa, ma pagare i costi per recarsi a lavoro.
Un altro nodo critico è il monopolio di fatto del trasporto marittimo nelle Eolie. La società Liberty Lines detiene l’esclusiva sugli aliscafi, impedendo soluzioni alternative e tariffe più vantaggiose. L’assenza di concorrenza rende ancora più penalizzante il sistema di rimborso, con i lavoratori costretti a pagare biglietti a prezzo pieno in attesa di un incerto rimborso, che verosimilmente sarà pure tassato, visto che il pagamento del biglietto viene fatto alla liberty line, ma il rimborso dovrebbe avvenire dalla regione.,
Di fronte a queste criticità, la richiesta è chiara: revocare o modificare i decreti attuativi per garantire la reale gratuità del trasporto, come previsto dalla legge regionale. L’obiettivo è eliminare l’obbligo di anticipare il costo del biglietto, evitando che il diritto alla mobilità si trasformi in un ulteriore peso economico per i lavoratori.
In alternativa, si chiede almeno una riduzione significativa delle tariffe, pari quantomeno all’importo che pagano i residenti delle isole, e un rimborso garantito entro un termine certo, come 30 giorni. Se non ci saranno risposte concrete, si prospetta un’azione legale e parlamentare, con il coinvolgimento dell’Autorità Garante della Concorrenza e della Corte dei Conti, anche al fine di capire perchè se le somme sono stanziate, debbano essere chiesti pagamenti ai lavoratori
“Chiediamo – afferma l’Avvocato Maria Crupi – un intervento immediato per ripristinare il diritto alla mobilità senza oneri e garantire l’applicazione corretta della normativa vigente.”
Il documento di contestazione è stato inviato alle principali istituzioni competenti, tra cui la Presidenza della Regione Sicilia, il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, la Prefettura di Messina e la Presidenza della Repubblica, nonché alle organizzazioni sindacali e alle aziende coinvolte.
Si attende ora un riscontro concreto da parte delle autorità, affinché si possa porre rimedio a una situazione che penalizza ingiustamente i dipendenti pubblici delle isole minori.
Appendici
La misure posto in atto sull’anticipo economico che i dipendenti devono per svolgere il proprio lavoro solleva dubbi di legittimità costituzionale. Secondo i ricorrenti, l’obbligo di anticipare le spese per un servizio pubblico essenziale incide sul diritto alla salute (art. 32 della Costituzione), sulla giusta retribuzione (art. 36), sul principio di buon andamento della Pubblica Amministrazione (art. 97) e sull’uguaglianza tra i cittadini (art. 3)., oltre che la violazione delle Direttiva Europea come la 2006/123/CE, che impone agli Stati membri di garantire l’accesso ai servizi pubblici senza oneri sproporzionati.










