Turismo mordi e fuggi, verità in attesa di smentite

peter-pan160di Daniele Corrieri

La favola dei turisti mordi e fuggi ! Vogliamo raccontare la verità o ci prendiamo in giro?

Attendo smentite!

Parto da una premessa: la tipologia turistica dei “minicrocieristi” noi delle Eolie non potremo mai averla, essendo che è rivolta alle famiglie che soggiornano nei villaggi dove si fermano sette giorni! Noi abbiamo villaggi? Si a Panarea . . . il villaggio preistorico !

Da testimone, la scorsa estate, stando quotidianamente a Marina Corta, mai ho visto sbarcare dai “barconi” gente con sacchetti o panini. Per la cronaca arrivano tra le 10 e le 12 circa 5/6 imbarcazioni e ripartono tutte entro le 13.30. Cosa fanno questi turisti? L’ 80% escursioni con pullman (posti di lavoro circa 14), escursioni in taxi (17 taxi), consumano nei bar di Marina Corta (posti di lavoro 25); il restante 20% va al museo o in giro per le vie del centro (quindi lavorano negozi e souvenir). Dimenticavo, dopo le 13 si spostano a Vulcano , isola dove la stragrande maggioranza delle compagnie di navigazione ha la convenzione con i ristoranti (altri posti di Lavoro). Quindi che danno all’economia fanno? Che fastidio danno? O forse siamo noi poco accoglienti essendo che chi fa il giro in pullman deve farsi a piedi sotto il caldo cocente da Marina Corta e “E Pulera”? Senza considerare che non ci sono cestini per i rfiuti in piazza Marina corta e che grazie ai bar della piazza possono trovare un “bagno”. Come mai non li fanno sbarcare Sottomonastero anche se è il porto del traffico commerciale? Certo che no, chiuderebbero i bar di Marina corta! Oppure no? Quindi i barconi servono! Altro che barzellette! Dimenticavo, come tutti i turisti pagano la loro bella tassa di sbarco di 1,50; l’insieme degli incassi da alle casse comunali il 70% degli incassi del ticket di sbarco!

Altro aspetto importante riferito ai “barconi” a Stromboli e Panarea. E’ vero che molti di questi nezzi provenienti dalla Calabria a Sicilia, vanno a Stromboli e Panarea, ma vi siete domandati le attività di escursioni di Lipari quotidianamente quanti turisti portano a Stromboli e Panarea? In alta stagione mediamente 1600/2000 persone e vi assicuro che molti di questi turisti hanno panini e bevande dietro! Quindi noi di Lipari siamo uguali o peggio dei “barconi” della Calabria e Sicilia? Quindi che facciamo, critichiamo le compagnie di navigazione escursionistiche di Lipari? No! E’ un mercato dove gente ha investito soldi come e quanto i concorrenti calabresi e siciliani!

Forse sarebbe opportuno verificare questo: l’ 85% dei turisti che pernottano nel nostro Comune è controllato dai vari tour operator che strangolano gli hotel con i prezzi; prendono commissioni per le escursioni; decidono chi deve e chi non deve lavorare e soprattutto il 20% medio del fatturato degli imprenditori eoliani non va nelle casse degli eoliani ma nelle casse di Booking, Venere, Exepedia, Initalia ecc ecc, e i vari Tour operator non di Lipari!

Ecco, partiamo da qui a ragionare e non sul nulla che serviva a far cassa (ticket di sbarco).

Che fare?  Tassa di soggiorno, accoglienza e organizzazione per i barconi sia per quelli della Calabria e della Sicilia sia per imprese locali che partono da Lipari per Stromboli e Panarea, perché se a Panarea e Stromboli creano disagi i barconi di Calabria e Sicilia sarà pur vero che creano problemi i barconi Liparesi che invadono le due isole! Ma io sono dell’idea che non è un invasione; si tratta di attività lecite che il Comune, forse, dovrebbe gestire meglio in ordine ai flussi con una regolamentazione ! In quanto a come abbattere i costi dei tour operator…. Rivolgersi a chi di competenza!