Tracollo del commercio a Messina

(Comunicato) Oltre il 90% di calo in tutti i settori commerciali della città. E’ questo il disastroso bilancio nella prima giornata in cui anche Messina si è risvegliata “zona rossa”, o “zona protetta” come ha specificato il presidente del Consiglio Giuseppe Conte nella conferenza Stampa di ieri. Sono in tanti gli esercenti che hanno scelto chiudere le loro attività, anche se il decreto non lo vieta espressamente, oppure di aprire solo per metà giornata.

Intanto Confesercenti, Confcommercio, Confartigianato e CNA di Messina dopo i tavoli di confronto di questi giorni con l’assessore alle Attività Produttive Dafne Musolino e successivamente anche con il sindaco Cateno De Luca e l’intera Giunta, riguardati le misure urgenti da adottare per sostenere le imprese, hanno stilato un documento programmatico contenente tutte le richieste esposte nel corso degli incontri.

Il testo verrà inviato alla Deputazione nazionale e regionale, all’amministrazione Comunale e al sindaco della Città Metropolitana Cateno De Luca.

I Pubblici esercizi e le Attività del Commercio sviluppano lavoro per almeno 16 mila persone nella città di Messina e per altre 32 mila persone per il resto del comprensorio metropolitano. Si contano in totale 7.500 aziende a Messina e 14.000 in provincia.

Il crollo degli introiti ha generato un’erosione della cassa che nel giro di pochi giorni rischierà di portare le attività all’insolvenza.

Soltanto un robusto ed immediato aiuto finanziario da parte della Pubblica Amministrazione può evitare che questo accada..

Queste nel dettaglio le richieste della quattro associazioni di categoria:

  1. istituzione di un Fondo Economico Straordinario destinato ad aiutare finanziariamente e con immediatezza le imprese del settore dei Pubblici Esercizi e del Commercio. Un Fondo Straordinario per i Pubblici Esercizi e le Attività del Commercio che possa concedere immediati aiuti finanziari, con procedure semplificate, direttamente proporzionati ai mancati incassi corrispondenti a tutto il periodo di durata dell’emergenza sanitaria Covid-19, affinché le imprese possano far fronte ai pagamenti derivanti dai canoni di locazione, dalle utenze, dai debiti con i fornitori assistiti da garanzie, dalle rate degli investimenti, dalle anticipazioni necessarie per far fronte – in caso di concessione della cassa integrazione straordinaria in deroga – alle quote a carico dell’INPS. Il contributo sarà restituito in 60 mesi con decorrenza l’1 gennaio 2021, ad esclusione del 10% dell’importo concesso che dovrà essere a fondo perduto e che sarà destinato dalle imprese per saldare i canoni di locazione;
  1. sgravio totale dei contributi previdenziali, sanitari ed assicurativi per tutto il periodo dell’emergenza sanitaria e comunque almeno fino al 31 ottobre 2020;
  1. moratoria sulla tassazione fiscale di uguale durata;
  1. moratoria di tutti i tributi comunali per tutto il periodo dell’emergenza sanitaria e comunque almeno fino al prossimo 31 ottobre 2020.

I provvedimenti, se si vorrà scongiurare l’insolvenza delle imprese, dovranno essere tutti assunti da parte delle Autorità di Governo Nazionale, Regionale e Comunale, entro e non oltre il prossimo 16 marzo 2020.

Confesercenti, Confcommercio, Confartigianato e CNA di Messina auspicano che i commercianti e la cittadinanza si attengano scrupolosamente alle regole dettate dal Governo Nazionale, al fine di scongiurare il protrarsi di una situazione di estrema gravità dal punto di vista sanitario ed economico.