Ticket e tàckete.. Meteo!

di Marco Miuccio

miuccio-rubrica160Quanti problemi ci facciamo per fare ciò che gli altri siti turistici applicano sistematicamente da molti più anni di noi!?! Paesi, che altrimenti resterebbero anonimi con l’interesse turistico di un sotto scala, che basano la loro attrattiva turistica su discutibili “necropoli” scoperte all’interno di anguste “caverne” dove si interpreta la presenza di “graffiti” raffiguranti scene di caccia preistorica, con il pagamento di un ticket turistico che garantisca la corretta e dovuta “manutenzione” del sito archeologico di cui sopra.

Lipari…

Dove solo la c.d. “Cìvita” basterebbe per effettuare una visita guidata di sicuro interesse, grazie alla Cattedrale ed alle altre Chiese, agli insediamenti abitativi preistorici, al Museo, all’Anfiteatro…

Dove in mezzo al paese, a fruizione gratuita e pubblica, insiste un tesoro archeologico, il cui valore intrinseco è accentuato dall’intreccio della nuda roccia con esemplari di erba infestante, di raro pregio botanico, in un connubio bucolico-archeologico introvabile (grazie a Dio) in altre sedi…

Dove le Terme di San Calogero, le cave di Caolìno, la sentieristica, che univa i diversi borghi dell’isola, restano potenzialità inespresse, a prova di una ormai manifesta incapacità gestionale di una ricchezza che è lì, pronta per essere colta, ma che i vari patti di stabilità, patti di governo, patti… e non turnàri cchiù… non permettono di fruirne, con l’impossibilità di creare impresa e posti di lavoro… pazzi solo ad averle pensate queste cose!!!

Dove la sola possibilità di visitare le sette isole componenti il nostro arcipelago, con tutte le bellezze non menzionate, senza contare gli innumerevoli scogli che generano zone di altissimo interesse per i visitatori, dovrebbe essere ” a pagamento”; non perchè siano di proprietà dei Comuni dell’arcipelago, ma perchè sono proprio questi che, con tutte le difficoltà imposte dalle serie limitazioni amministrative, senza questo ingresso non sarebbero in grado di farlo, facendo attenzione che il denaro ricavato dal ticket venga utilizzato per manutenzione e creazione di servizi, quasi assenti sulle nostre isole, con qualche mirabile eccezione.

Si pensa al turismo di qualità, che per intenderci è quello che vuole stare piacevolmente sereno in un ambiente caratteristico, e facciamo a gara a trasformare il corso in una discoteca a cielo aperto, dimenticandoci di diversificare le location.

Se concediamo al popolo dei CCiovani di farsi la “Guerra dei Decibel”, almeno puntiamo a creare zone franche, identificando dei luoghi, come la piazza di Marina Corta, come “salotti” della nostra isola, all’insegna del Mood Lounge!

Ma programmazione, concertazione, consorzialità, equa tassazione, controllo e manutenzione del territorio, sfruttamento eco-sostenibile, sono tutti termini che, al di sotto del 41° parallelo di latitudine, suonano male, risultano indigesti, devono essere assolutamente mossi da motivazioni politiche, perchè qualcuno se ne attribuisca i meriti, cucendoli sulla bandiera da sventolare in attesa delle imminenti elezioni.

Un’idea resta la più ingegnosa, a mio modesto parere! Affittiamoci alla Svizzera, alla Svezia, al Giappone…

Facciamo un contratto di comodato d’uso a scopo indottrinamento; un paese “capace” che venga qui a gestire Tutto e Tutti, generando impresa, posti di lavoro, insegnandoci che, soltanto con l’azienda turismo sfruttata a dovere, il nostro paese può vivere nell’oro!!!

Un bel contrattino di sfruttamento dei nostri beni per dieci anni e poi tutto ritorna ad essere nella nostra disponibilità, liberi di mettere in pratica gli insegnamenti ricevuti o di tornare a distruggere tutto per una strana malattia genetica, localmente conosciuta come “Papatùni ‘ntà ll’ossa”!!!

Ultima domanda.. e poi passiamo al Meteo & Food..

Ma perchè quando andiamo all’estero in vacanza, dove ci dicono di pagare anche l’aria che respiriamo, nessuno fiata… e quando dobbiamo mettere una tassa di soggiorno nel nostro Paradiso, tutti fanno rivolta?!?

Smettiamo di frignare per ogni difficoltà che ci si piazza davanti e vediamo di darci da fare sfruttando ciò che abbiamo… le nostre forze e le nostre risorse!

Il tempo scorre… attenzione… e questa volta, anzichè il solito Tic Tac, potremmo sentire uno strano ticchettìo…

Ticket e Tàckete!!!

Meteo:

Settimana all’insegna della variabilità meteo, riflesso inevitabile di quella umorale, con cambi di vento che lunedì spirerà da Scirocco, per poi girare Martedì, provenendo da Ponente, con intensità di valore medio alto, attestandosi comunque sotto il livello di guardia dei 25 nodi.

La direzione di provenienza dal terzo e quarto quadrante, non inficerà i collegamenti con le maggiori isole, senza garanzie per le solite Alicudi e Filicudi, almeno per i collegamenti alati, sempre più soggetti ad imprevisti, tanto che si rivedono mezzi che si pensava fossero “estinti”, in attesa di imbarcarsi sul mitico “Freccia delle Eolie”, o qualsiasi altro redivivo PT30 o PT50.. che poco ci manca!

E l’andamento sinusoidale della curva del vento, porterà nelle giornate di martedì e giovedì, un aumento dell’umidità, con probabili piogge sparse, ed abbassamento delle temperature in serata.

Proprio questo fenomeno sta mietendo “vittime”, in quello che è il picco massimo di diffusione di un influenza subdola, che ci colpisce quando, vedendo il caldo sole al mattino, decidiamo di scoprire la gola, fino a che non transitiamo in qualche vicolo ombreggiato, dove ci accorgiamo troppo tardi che si “aggiggiàva” dal freddo!

Quindi… BBirrìtta in testa e sciarpa al collo… o finisce che vi passate il prossimo weekend a letto!!!

Food:

“Totani alla Luciana”… sotto titolo “Totani a gghiòtta”!!!

unnamedFinalmente liberi da qualsiasi tipo di “fermo”, nuovamente commerciabili, parliamo dei prìncipi del mare Eoliano.

Non conoscendo la signora Luciana, preferisco chiamarli “a gghiòtta”, localmente conosciuta come “ggnòtta”!!!

Si eviscerano i Totani (Todaroes Sagittatus) (SQE), di misura preferibilmente per questa ricetta, tra i 250 gr. ed il mezzo chilo!

Tagliati i fusi a rondelle grosse e ridotti i tentacoli in parti più piccole, si mettono in una casseruola, dove abbiamo preparato un fondo di cipolla, peperoncino rosso, facendoli andare per qualche minuto, per poi aggiungere i capperi dissalati, ricoprendoli di salsa di pomodoro ed una parte d’acqua.

Salando una prima volta, si fanno cuocere a fuoco lento, fino a che il sugo non si restringe a dovere, creando la c.d. “ggnòtta”!!!

E’ possibile, a piacere, eseguire questo piatto con l’aggiunta di patate, tagliate non troppo piccole altrimenti, visto il tempo di cottura importante, si disfano.

Armatevi di una “Vastèdda” di pane di casa di grano duro a lievitazione naturale.. del buon vino, preferibilmente un rosso con carattere…

E passano tutte le paure… Tutte!!!