Soffrire di tumore nelle isole e non potere curarsi potendo farlo…

La storia di un anziano di Canneto di Lipari che non può raggiungere il Papardo di Messina per prelevare due costosi farmaci che non gli possono neppure essere inviati

E’ affetto da diversi tumori, tra i quali anche uno osseo con metastasi all’anca in prossimità di una protesi e necessita di costosi farmaci da ritirare alla farmacia del Papardo di Messina che gli consentono, secondo il nuovo piano terapeutico, di curarsi autonomamente. Ma, nelle sue condizioni, muoversi dall’isola (risiede a Canneto, assistito dalla moglie) non è consigliabile, anzi è piuttosto rischioso e i farmaci al Papardo possono essere ritirati soltanto dal diretto interessato o dai parenti più stretti che, però, vivono lontano. Nè possono essere inviati direttamente , perchè non è previsto dalle normative, alla farmacia dell’ospedale di Lipari o alle farmacie isolane.

E’ la triste vicenda che riguarda un anziano ma che potrebbe riguardare chiunque vive in un’isola dove, da isolati , diventa sempre più difficile sopportare le croci riservate dalla vita e curarsi. Il figlio, che vive a Palermo, e che ha più volte raggiunto Messina per prelevare i farmaci e inviarli a Lipari, chiedendo dei favori, ha scritto al dirigente regionale del Dipartimento Pianificazione strategica dell’Assessorato per la Salute,  Giuseppe Sgroi, perchè la situazione è diventata insostenibile.

“Chiedo a Lei – ha evidenziato- in quanto maggior responsabile del servizio regionale se è possibile trovare una soluzione adeguata al caso, non perché mio padre possa guarire o trovare in ciò maggior sollievo ai dolori ed alla condizione in cui la malattia lo ha rilegato, ma affinchè un malato possa vivere la sua condizione con la maggior serenità possibile e l’assistenza che merita da parte di uno Stato, una Regione, presenti per come un paese civile e democratico prevede”.

Il dirigente Sgroi ha risposto garantendo il suo impegno per una eccezione dal momento che esisterebbe un vuoto normativo. Ma è chiaro che si deve trovare una soluzione anche per altri isolani che soffrono problematiche simili e che non possono curarsi sentendosi figli di un Dio minore. Delle norme speciali per le piccole isole non si parla più. Eppure i disagi, soprattutto a livello sanitario aumentano come lo spopolamento da questi piccoli luoghi dove non si riescono più a garantire i più elementari diritti.