
di Gianfranco Parisi
Secondo il racconto di Mogol, l’ispirazione per “Sì, viaggiare”, musicata da Lucio Battisti e pubblicata nel 1977 nell’album Images (versione inglese dell’album Io tu noi tutti), nacque durante una navigazione in barca verso la Grecia con sosta forzata a Lipari per un guasto. Il verso “con un cacciavite in mano fanno miracoli” sarebbe nato dall’episodio del guasto alla barca proprio nell’isola e dalla straordinaria abilità del meccanico Nino Miracola, il cui cognome suggerì a Mogol il gioco di parole con ‘miracoli’. Mogol ha raccontato che quel viaggio gli trasmise una forte sensazione di libertà, di movimento continuo e di scoperta, elementi che poi confluirono nel testo della canzone.
Il viaggio alle Eolie sarebbe stato la scintilla ispiratrice del brano, che sviluppa un tema più ampio: il viaggio come metafora della vita, della capacità di adattarsi ai cambiamenti e di affrontare gli ostacoli con leggerezza. L’incipit, con l’invito a “evitare le buche più dure”, è infatti comunemente interpretato in questo senso simbolico.











