Renzi vara un Def ” serio e rigoroso”

Nella foto Ansa il Governo Renzi
 Il Governo Renzi

(AGI) – Roma, 9 apr. – Ieri la cornice macroeconomica, con un Def “rigoroso e serio” che indica cifre prudenziali nella speranza che “vengano smentite in positivo”. Venerdi’ prossimo, il 18 aprile, il decreto con la spending review e con i tagli Irpef. Nei dieci giorni tra i due consigli dei ministri si tratta sui singoli capitoli, sui singoli ministeri e sui singoli tagli. Matteo Renzi ha posto le basi, con il Def 2014, per la politica economica del suo primo anno di governo, mantenendosi entro il tetto del 2,6% di rapporto deficit-pil, dunque entro i parametri Ue e anzi con una potenziale riduzione del debito.

“Mettere 80 euro mensili nelle tasche degli italiani che guadagnano meno di 25.000 euro all’anno e’ un fatto di giustizia sociale, ma anche uno straordinario modo per restituire fiducia” ha detto il presidente del consiglio alla fine del Cdm. “L’Italia ce la puo’ fare – ha aggiunto – . Il ritornello che siamo condannati al declino non e vero”. Una riunione, quella di questo pomeriggio, che i partecipanti hanno descritto come poco agitata, molto concreta. Le linee guida, in effetti, sono ‘bipartisan’: da un lato si rispettano i tetti Ue, dall’altro si chiede un sacrificio alle banche: “Le coperture del taglio Irpef saranno reperite anche dall’aumento della tassazione sulla rivalutazione delle quote di Bankitalia”.

Ma anche a tutte le istituzioni: “Spero che anche gli organi costituzionali accettino il principio della equiparazione” dei loro emolumenti a quello del Presidente della Repubblica. Tetto che verra’ imposto anche ai dirigenti della Pubblica amministrazione e ai manager pubblici. Ora restano pero’ da riempire i capitoli di tagli, risparmi e spese. E su questo i ministri hanno annunciato battaglia, pur nella consapevolezza che i risparmi vengono chiesti a tutti.

“Non ci saranno tagli lineari” ha assicurato il premier. Ma in alcuni settori gia’ molto e’ stato ridotto, dunque sull’Istruzione difficilmente ci saranno nuovi risparmi, anzi dovrebbero essereci investimenti. Diverso il discorso per Sanita’ e Difesa: “non spenderemo di meno nella sanita’” ha assicurato il premier, sottolineando che il fronte della salute ha bisogno di sempre maggiore impegno. Ma gli sprechi saranno combattuti in tutti i dicasteri. “Lunedi’ quando il ministro Padoan rientrera’ in Italia faremo una verifica del piano Cottarelli”.

Piano in cui Renzi in passato non ha nascosto di aver individuato alcune esagerazioni, ma che servira’ come canovaccio per ‘mettere in riga’ tutti. Quanto alle riforme, Renzi si e’ detto “ottimista” sul fatto che “le porteremo a casa”. Il premier si e’ mostrato aperto alle modifiche, fatti salvi i principi cardine su Senato e titolo V, ma certo non disposto a stravolgimenti. Per questo ha richiamato all’ordine il suo partito: il Pd ha gia’ votato due volte in direzione e ha sempre sotenuto le riforme, cio’ che si deve evitare e’ che “qualche senatore in cerca di visibilita’” faccia naufragare l’iter di un pacchetto che “non e’ semplicemente un punto d’orgoglio del governo, e’ la pre-condizione della ripresa economica” e “un assoluto impegno morale da parte nostra”. (AGI) .