Ospedale di Lipari: tra provocazioni e stato di fatto

Ospedale, Conti , Garofalo, Biviano : arrivano le prime risposte concrete

Tempi più snelli per sbloccare l’appalto per i due posti di terapia subintensiva e per la ristrutturazione del nuovo reparto di chirurgia dell’ospedale di Lipari (Messina), via libera ai medici pensionati che hanno dato la loro disponibilità a lavorare per sopperire immediatamente alla storica carenza di sanitari sull’isola.

Su questi temi, nei giorni scorsi, è stato fatto il punto della situazione sanitaria della più grande delle isole Eolie, dopo la tragedia avvenuta nella notte tra il 22 e il 23 agosto 2020 quando perse la vita la giovane Lorenza Famularo, che nei giorni precedenti, era stata più volte al pronto soccorso, riferendo di avere forti dolori all’addome, alla spalla ed al collo.

“Abbiamo avuto un incontro con l’assessore alla salute Ruggero Razza – dice il presidente del consiglio comunale Giacomo Biviano – presenti tra gli altri anche il direttore generale di Asp Messina Bernardo Alagna, il direttore sanitario del presidio Sergio Crosca e i vertici dell’assessorato. Razza ha richiamato alle responsabilità il direttore Alagna affinché si possa accelerare, attraverso il decreto ‘sblocca cantieri’, l’appalto per affidare i lavori (poco più di un milione di euro) per realizzare i due posti di terapia subintensiva”. “Inoltre – aggiunge Biviano – non ci sarebbe alcun problema per mettere in servizio medici in pensione disponibili a colmare la annosa assenza di specialisti, in particolar modo cardiologi e anestesisti”. Da anni, l’ospedale di Lipari, a cui afferiscono tutti i residenti delle isole Eolie e le migliaia di turisti in estate, è costretto ad operare al minimo, a causa delle difficoltà soprattutto a trovare personale medico. “Chiediamo attenzione ormai da troppo tempo e dopo la tragedia vissuta con la morte di Lorenza pensavamo che si potessero accelerare i tempi per dare risposte ai cittadini delle isole – conclude Biviano – invece ci troviamo ancora a partecipare a riunioni e a parlare di lavori che si devono fare e di medici che devono arrivare. Così non si può andare avanti”. (ANSA).