Oggi il prof. Iacolino avrebbe compiuto 100 anni

Vincenzo Consolo con il prof. Giuseppe Iacolino

Vincenzo Consolo con il prof. Giuseppe Iacolino

Il professore Giuseppe Iacolino avrebbe compiuto, oggi,  sabato 9 novembre, 100 anni essendo nato a Favara (AG) il 9 novembre del 1919. Ancora ragazzino si trasferì a Lipari al seguito dello zio Mons. Salvatore Bernardino
Re divenuto Vescovo di Lipari. Combattente ed internato in Germania, frequentò l’Università Cattolica del S. Cuore di Milano dove si laureò, nel 1946, in lettere classiche. Dedicatosi alla scuola insegnò a Lipari nell’Istituto Tecnico Commerciale ed a Messina nell’istituto magistrale “E. Ainis”.
Socio onorario del Centro Studi Eoliano, il Professore è stato guida e riferimento nonché importante presenza nei “Pomeriggi Culturali” anche negli incontri di Roma e Firenze, con il significativo apporto dei suoi sempre puntuali e colti interventi.
Diversi eventi lo hanno visto conduttore o moderatore. Di lui, sicuramente, si può dire che insieme a Luigi Bernabò Brera, è stato lo studioso e lo scrittore che più a contribuito a riscoprire la storia dell’Arcipelago Eoliano ed a
farla conoscere.
Forse la sua opera fondamentale di storico sono i volumi “Le isole Eolie nel risveglio delle memorie sopite”, in parte inedita, di cui ne sono stati pubblicati i primi tre: I. Il primo millennio cristiano; II. Dalla rifondazione della communitas eoliana alla battaglia di Lipari del 1339; III. Dalla battaglia di Lipari del 1339 alla vigilia della “ruina”del 1544 .

In essi l’autore affronta temi di grande importanza come la nascita della chiesa liparese ed il culto di San Bartolomeo, i secoli della grande crisi con le incursioni dei barbari prima, dei saraceni dopo ed il risveglio dei fenomeni vulcanici, l’arrivo dei Normanni e il lungo periodo degli abati benedettini che divengono vescovi della diocesi Lipari-Patti, il sorgere e lo strutturarsi della municipalità, ecc. ecc.
Ed è proprio all’inizio del III volume di quest’opera che Iacolino porta un contributo notevole alla nostra storia civica riproponendo documenti sulla nascita del nostro Comune.
Già, nel 1994, in collaborazione con l’Amministrazione comunale che celebrava i 900 anni del “constitutum” dell’Abate Ambrogio pubblicò un libretto su “La Fondazione della Communitas Eoliana agli albori della Rinascenza”. In esso scriveva, a proposito dei processi che a partire dalla fine del XII secoli per tutto il XIII secolo portarono allo strutturarsi della civica amministrazione municipale, che “benché non disponiamo di testimonianze originali. Siamo egualmente sicuri che anche l’Università di Lipari e il suo Comune parteciparono a codesta nuova fase di
assetto e di avanzamento”. Otto anni dopo, continuando malgrado l’età, a consultare l’Archivio Vescovile dove, dopo la “ruina” di Ariadeno il Barbarossa, si conservano i documenti più antichi della nostra storia, rinvenì un atto notarile del 22 marzo del 1246 da cui risulta, in maniera introvertibile, che a metà del XIII secolo il Comune di
Lipari, con le sue figure istituzionali di governo, era in piena efficienza. 1246: solo 80 anni dopo lo scontro a Legnano fra la Lega lombarda e l’Imperatore e 15 anni dopo la pubblicazione del “liber Augustalis” di Federico II che introduce nella legislazione siciliana elementi decisivi per il formarsi di Comuni nell’isola.
Ma della storia di Lipari, nei suoi archivi personali – rimaste inedite – vi sono pagine e pagine di testi – di cui è in corso una rivisitazione ed una catalogazione – fra cui una storia della Cattedrale di Lipari: uno speciale angolo prospettico per ripercorrere le vicende di queste isole.
Ricordiamo anche che Iacolino ha curato la pubblicazione di due importanti testi della storia eoliana: il “Disegno Historico della nobile e fedelissima città di Lipari” di Pietro Campis di cui fino al 1980 circolavano pochi manoscritti e “I turchi alla marina” che contiene “La distruzione de Lipari per Barbarussa” composta da Giovan Andria de Simon detto il Poeta.

Ma i testi dedicati alle vicende ed alla realtà eoliana sono numerosi. A Iacolino si deve anche la ricerca sull’origine di moltissimi toponimi che caratterizzano il nostro territorio e che egli, fa risalire, per la gran parte, al periodo normanno, cioè sul finire dell’XI secolo, quando sotto la guida dell’Abate Ambrogio la comunità locale prende
a riorganizzarsi ed alla lingua greca che gli eoliani avevano parlato fino ad allora si va sostituendo il latino e quindi, col tempo, il volgare.

Iacolino, anche se con tutta la prudenza dello studioso sempre attento ed aperto a nuove ricerche e nuove scoperte, ha sostenuto, assieme a Bernabò Brera, la tesi della cesura nella cultura e nella tradizione eoliana fra la distruzione dell’838 ad opera dei saraceni e la ricostruzione ripresa dopo il 1080 e cioè fra l’epoca bizantina e l’epoca normanna. Una tesi che recentissime ricerche sembrano volere ridimensionare. Ancora fra i testi dedicati a personaggi e vicende eoliane ricordiamo “Gente di Lipari” del 1994 in cui sono raccolti saggi apparsi su giornali e riviste locali. Un
poderoso saggio sul 700 eoliano che accompagna la pubblicazione di un estratto del libro di Lazzaro Spallanzani “Viaggi alle Due Sicilie” intitolato “Destinazione Eolie”.
Un contributo significativo Iacolino lo ha recato anche alla storia della pastorale nelle isole Eolie con i libretti dedicati ad Acquacalda, alla chiesa dell’Assunta a Serra, al culto del protettore S.Bartolomeo, alle confraternite religiose, alla devozione della Madonna del Terzito a Salina ed infine gli ultimi, sulla chiesa dell’Annunziata e sulla
Chiesa di Pianoconte.
Fra i lavori più recenti ricordiamo: “Strade che vai, memorie che trovi” pubblicato nel giugno del 2008 a cura del Rotary Club e i quattro volumi di “Raccontare Salina” pubblicati fra il marzo 2009 e il luglio 2012.
Del 2015 è l’ultima sua pubblicazione: un piccolo libro, un opuscolo dal titolo lunghissimo: “A Lipari scavando sotto le tracce della storia. Una serie di notizie sconosciute.” E che cosa ha trovato il professore scavando? Il famoso “templum magnum” di cui parla Gregorio da Tours intorno al 580.

Un tempio che i liparesi hanno dedicato a San Bartolomeo perché custodisse le reliquie arrivate, come vuole la tradizione, miracolosamente sul mare. Iacolino dice di essersi interrogato a lungo dove potesse essere collocato senza
riuscire a darsi una risposta mentre essa era sotto i suoi occhi in un disegno di Hieronimo Maurando, il prete arrivato a Lipari al seguito di Ariadeno il Barbarossa, che ebbe modo di ritrarlo prima che lo stesso Barbarossa lo distruggesse per piazzare al suo posto i cannoni per bombardare la rocca dove erano trincerati diecimila liparesi. Il “templum magnum” era lì dove oggi c’è la chiesa di San Giuseppe e doveva occupare un’aria più grande di quanto ne occupi questa chiesa oggi. E partendo da questa rivelazione il professore ricostruisce molte vicende riguardanti il
tempio, il santo patrono, le chiese a lui dedicate e le reliquie che lo riguardano.

Il Professore Iacolino si è spento serenamente a Lipari, nella sua casa sul corso Vittorio Emanuele, il 12 luglio 2018.
Lipari, 9 novembre 2019

Ufficio stampa Centro studi

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