Nuovo Dpcm, Sicilia zona rossa

Il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, ha firmato il nuovo Dpcm contenente le misure per il contrasto e il contenimento dell’emergenza da Covid-19. Le disposizioni, si legge nel provvedimento, “si applicano dalla data del 16 gennaio 2021, in sostituzione di quelle del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 3 dicembre 2020, e sono efficaci fino al 5 marzo 2021”. Quasi tutta l’Italia in zona arancione e il divieto di spostarsi tra le regioni fino al 15 febbraio, con Lombardia e Sicilia che da domenica potrebbero essere le prime zone rosse del 2021. Dal 16 gennaio parte la nuova stretta per evitare che anche l’Italia finisca nella stessa situazione di Gran Bretagna e Germania, costringendo il governo all’unica soluzione possibile in quel caso: un nuovo lockdown nazionale. 

Il ministro della Salute Roberto Speranza ha ribadito: “La situazione non può essere sottovalutata, lavoriamo insieme tempestivamente ad anticipare le restrizioni per evitare una nuova, forte ondata” del virus”.  Nessun passo indietro, dunque, con il rinnovo di tutte le misure già in vigore a partire dal coprifuoco dalle 22 alle 5, l’inasprimento delle soglie per accedere alle zone con restrizioni, introdotte con il decreto approvato mercoledì: con Rt 1 o con un livello di rischio ‘alto’ o, ancora, con un’incidenza di 50 casi ogni 100mila abitanti e un rischio moderato, si va in arancione, con Rt a 1,25 in rosso. In base all’ultimo monitoraggio, con le modifiche introdotte dal decreto, solo 6 regioni rimarrebbero gialle: Abruzzo, Basilicata, Campania, Sardegna, Toscana e Valle d’Aosta. Tutte le altre rischiano l’arancione, con la Lombardia e la Sicilia molto probabilmente in zona rossa. Se però a mandare in rosso la Lombardia sono i numeri, a far scattare le restrizioni più dure in Sicilia è la richiesta del presidente Nello Musumeci. “Alla luce dell’aumento dei contagi, che è ulteriormente progredito rispetto alla scorsa settimana, abbiamo sottoposto al governo centrale la proposta di dichiarare per due settimane la ‘zona rossa’ in Sicilia.

Ove la nostra richiesta non dovesse essere accolta, prudenzialmente procederò con mia ordinanza ad applicare le limitazioni previste per le ‘zone rosse’ in tutte le aree regionali a maggiore incidenza di contagio, come peraltro richiesto da numerosi sindaci”, ha dichiarato. Divieto di spostamento tra Regioni fino al 15 febbraio Il divieto di spostamento tra le regioni, comprese quelle gialle, sarà in vigore fino al 15 febbraio e non più al 5 marzo. Fino a quella data sarà invece valida la regola che consente una sola volta al giorno ad un massimo di due persone (oltre ai minori di 14 anni conviventi) di andare a trovare parenti o amici nella regione, se questa è in zona gialla, o nel comune se è in zona arancione o rossa.

E sempre fino al 5 marzo sarà possibile spostarsi nelle regioni arancioni dai comuni con una popolazione non superiore ai 5mila abitanti, per una distanza non superiore ai 30 km e mai verso i capoluoghi di provincia.    Seconde case Fino al 15 febbraio è vietato andare nelle seconde case che si trovano fuori regione. Se si è residenti in una regione in fascia arancione è vietato andare nella seconda casa fuori Comune salvo casi di urgenza, come, ad esempio riparare un guasto e solo per il tempo limitato a risolvere il problema.

Scuole

Gli studenti di licei e scuole superiori delle Regioni ‘gialle e arancioni’ torneranno sui banchi, in presenza al 50%, fino al 75%, dal 18 gennaio. Per le scuole dell’infanzia, per le elementari e le medie, la didattica continua a svolgersi “integralmente in presenza”. Nelle Regioni ‘rosse’ i ragazzi rimarranno a casa dalla seconda media a seguire la didattica a distanza. Questo fatte salve ordinanze regionali. Mezzi pubblici A bordo dei mezzi pubblici del trasporto locale e del trasporto ferroviario regionale, con esclusione del trasporto scolastico dedicato, è consentito un coefficiente di riempimento non superiore al 50 per cento.

Divieto vendita da asporto per i bar dalle 18.

Il governo ha confermato il divieto della vendita da asporto per i bar (che non effettuano anche servizi di cucina) dalle 18. L’obiettivo è limitare la movida, con le persone che comprano bevande e le consumano nei pressi dei locali. Nel decreto si legge che “le attività dei servizi di ristorazione (fra cui bar, pub, ristoranti, gelaterie, pasticcerie) sono consentite dalle ore 5:00 fino alle ore 18:00; il consumo al tavolo è consentito per un massimo di quattro persone per tavolo, salvo che siano tutti conviventi”. Dopo le ore 18,00 non si potranno consumare cibi e bevande nei luoghi pubblici e aperti al pubblico. Consentita senza limiti di orario la ristorazione negli alberghi e in altre strutture ricettive limitatamente ai propri clienti, così come resta sempre consentita la ristorazione con consegna a domicilio e, fino alle ore 22:00, la ristorazione con asporto, con divieto di consumazione sul posto o nelle adiacenze. 

Sci, impianti chiusi fino al 15 febbraio

Secondo il nuovo Dpcm, gli impianti nei comprensori sciistici non riapriranno fino al 15 febbraio. Possono essere utilizzati solo da parte di atleti professionisti e non professionisti, riconosciuti di interesse nazionale dal Comitato olimpico nazionale italiano (CONI), dal Comitato Italiano Paralimpico (CIP) e/o dalle rispettive federazioni. Questo, si legge nel testo del decreto, per permettere la preparazione finalizzata allo svolgimento di competizioni sportive nazionali e internazionali o lo svolgimento di tali competizioni, nonché per lo svolgimento delle prove di abilitazione all’esercizio della professione di maestro di sci”. 

A partire dal 15 febbraio 2021, gli impianti sono aperti agli sciatori amatoriali ma “solo subordinatamente all’adozione di apposite linee guida da parte della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome e validate dal Comitato tecnico-scientifico, rivolte a evitare aggregazioni di persone e, in genere, assembramenti”.

Palestre e piscine chiuse fino al 5 marzo

Chiuse fino al 5 marzo anche palestre e piscine – anche se si continua a lavorare per consentire la ripresa almeno agli sport individuali nelle zone gialle – così come cinema e teatri. Restano chiusi anche centri  natatori, centri benessere, centri termali, fatta eccezione per  l’erogazione delle prestazioni rientranti nei livelli essenziali di assistenza e per le attività riabilitative o terapeutiche, nonché centri culturali, centri sociali e centri ricreativi”.       

L’attività sportiva di base e l’attività motoria in genere svolte all’aperto presso centri e circoli sportivi, pubblici e privati, sono consentite nel rispetto delle norme di distanziamento sociale e senza alcun assembramento, e con il divieto di accedere agli spogliatoi.

Musei aperti in zona gialla ma non nel weekend

Tornano le crociere ed è confermata l’apertura dei musei, ma solo nelle regioni gialle. I musei saranno aperti dal lunedì al venerdì “a condizione che, tenendo conto delle dimensioni e delle caratteristiche dei locali nonché dei flussi di visitatori, garantiscano modalità di fruizione contingentata o comunque tali da evitare assembramenti di persone”. “E’ un servizio ai residenti – ha sottolineato il ministro Dario Franceschini – è un primo passo, un segnale di riapertura” per il futuro. Cinema e teatri restano chiusi Restano sospese sagre, fiere, attività che abbiano luogo in sale da ballo e discoteche sia all’aperto che al chiuso e anche le feste comprese quelle conseguenti alle cerimonie civili e religiose”.

L’elenco prosegue confermando la sospensione delle “attività di sale giochi, sale scommesse, sale bingo e casinò, spettacoli aperti al pubblico in sale teatrali, sale da concerto, sale cinematografiche e in altri spazi anche all’aperto e anche convegni, i congressi e gli altri eventi, ad eccezione di quelli che si svolgono con modalità a distanza.

Luoghi di culto

Quanto all’accesso ai luoghi di culto, esso continua ad avvenire “con misure organizzative tali da evitare assembramenti di persone, tenendo conto delle dimensioni e delle caratteristiche dei luoghi, e tali da garantire ai frequentatori la possibilità di rispettare la distanza tra loro di almeno un metro”.  Dpcm conferma raccomandazione a non ricevere a casa non conviventi​”Con riguardo alle abitazioni private, è fortemente raccomandato di non ricevere persone diverse dai conviventi, salvo che per esigenze lavorative o situazioni di necessità e urgenza”. 

Quali sono i negozi chiusi nei centri commerciali nel weekend Nelle giornate festive e prefestive sono chiusi i negozi all’interno di mercati, centri, gallerie e parchi commerciali, a eccezione di farmacie, parafarmacie, presidi sanitari, punti vendita di generi alimentari, di prodotti agricoli e florovivaistici, tabacchi, edicole e librerie. 

Concorsi pubblici in presenza fino a massimo 30 candidati Dal 15 febbraio 2021 – si legge – sono consentite le prove selettive dei concorsi banditi dalle pubbliche amministrazioni nei casi in cui è prevista la partecipazione di un numero di candidati non superiore a trenta per ogni sessione o sede di prova, previa adozione di protocolli adottati dal Dipartimento della Funzione Pubblica e validati dal Comitato tecnico-scientifico.

C’è comunque la possibilità per le commissioni di procedere alla correzione delle prove scritte con collegamento da remoto”.  Resta invece sospeso lo svolgimento delle prove preselettive e scritte delle procedure concorsuali pubbliche e private e di quelle di abilitazione all’esercizio delle professioni, a esclusione dei casi in cui la valutazione dei candidati sia effettuata esclusivamente su basi curriculari ovvero in modalità telematica, nonché ad esclusione dei concorsi per il personale del servizio sanitario nazionale, ivi compresi, ove richiesti, gli esami di Stato e di abilitazione all’esercizio della professione di medico chirurgo e di quelli per il personale della protezione civile”.

“La ripresa dei concorsi pubblici permette allo Stato di rafforzarsi, grazie all’ingresso di nuove forze e  competenze che saranno decisive per gestire al meglio le risorse che  arriveranno con il Recovery fund e sostenere la ripresa del Paese”, ha scritto il ministro per la Pa Fabiana Dadone annunciando su Fb la ripresa dei concorsi pubblici in presenza dal 15 febbraio.

Zona bianca

Con il decreto viene infatti introdotta la ‘zona bianca’, in cui le uniche restrizioni sono il distanziamento e l’uso della mascherina. Ma i parametri per entrarci – tre settimane consecutive di incidenza di 50 casi ogni 100mila abitanti e un rischio basso – fanno sì che ci vorranno mesi prima che una regione possa trovarcisi. In ogni caso questa è una situazione al momento solo teorica visto l’indice di trasmissibilità nazionale Rt che continua a crescere da una settimana all’altra come emerge dalla bozza del monitoraggio della Cabina di regia ministero della Salute-Istituto superiore di Sanità relativa al periodo 4-10 gennaio. In cui si legge che ‘si conferma il peggioramento generale della situazione epidemiologica nel Paese già osservato la settimana precedente’.

In 12 Regioni si registra secondo l’Iss allerta per le terapie intensive, mentre nel complesso undici Regioni sono a rischio alto e dieci a rischio moderato (ma quattro rischiano di passare in fascia “alta”). Zone ad alto rischio Nelle aree del territorio nazionale caratterizzate da uno scenario di elevata gravità e da un livello di rischio alto, individuate con ordinanza dal Ministero della Salute, valida almeno 15 giorni, è tuttavia vietato ogni “spostamento in entrata e in uscita dai territori”, “è vietato ogni spostamento con mezzi di trasporto pubblici o privati, in un comune diverso da quello di residenza, domicilio o abitazione” , “salvo che per gli spostamenti motivati da comprovate esigenze lavorative o situazioni di necessità ovvero per motivi di salute”.

Qui sono sospese – si legge nel decreto – le attività dei servizi di ristorazione (fra cui bar, pub, ristoranti, gelaterie, pasticcerie), ad esclusione delle mense e del catering continuativo su base contrattuale”,  “sono sospesi le mostre e i servizi di apertura al pubblico dei musei e degli altri istituti e luoghi della cultura”. In queste zone si può svolgere individualmente attività motoria in prossimità della propria abitazione purché comunque nel rispetto della distanza di almeno un metro da ogni altra persona e con obbligo di utilizzo di dispositivi di protezione delle vie respiratorie mentre è sempre  consentito lo svolgimento di attività sportiva esclusivamente all’aperto e in forma individuale. ( Rainews.it)

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