Neknomination, genitori affrontino il problema

Riceviamo da Cinzia Favaloro e pubblichiamo

lucignolo-neck-nomination-neknomination-irlanda-13Anche io come molti mi trovo totalmente scioccata di fronte a questo nuovo “gioco”, dove fa da padrone l’alcol e di cui finalmente ne iniziamo a parlare un po’ tutti: la Neknomination. Cosa pensare di fronte alla superficialità di questi ragazzi che prendono tutto a cuor leggero? Qualcuno forse dovrebbe spiegare loro che per danneggiare l’organismo non c’è bisogno di ubriacasi, ma basta anche un bicchiere di alcolico.

Se poi lo si butta giù tutto d’un fiato ha lo stesso effetto di una bomba…..equivale a dire che si avvelena il proprio corpo. Se questo danneggia un adulto, figuriamoci cosa fa negli organi di ragazzi che sono nell’età dello sviluppo. Non sono concetti astratti o inventati da me, ma sono i risultati di ricerche scientifiche, alle quali grazie ad internet possiamo accedervi tutti.

La solita frase “la vita è mia e ne faccio quello che voglio” tipica dell’età della ribellione, credo che la sentiremo spesso pronunciare da questi ragazzi, che continueranno a non capire che loro non sono per niente in grado di fare quello che vogliono, perché non hanno nessuna coscienza del valore della vita e dell’importanza di curare la propria salute, perché con questi video dimostrano di non avere nessuna maturità: non sono capaci di dire no a quello che fa male, per scegliere delle alternative che fanno stare bene.

Devo tuttavia essere sincera fino in fondo e affermare che la mia delusione non è solo rivolta ai comportamenti di questi ragazzi, ma va oltre, in quanto capisco che loro sono il frutto dell’andamento della società: cosa vogliamo pretendere se non c’è nessuno che si preoccupa di vietare ciò che fa male, per paura di essere tacciati come moralisti, o perché dietro il mondo giovanile ci sono interessi economici enormi? Cosa pensiamo di ottenere da un sistema educativo basato sull’accontentare un ragazzo in ogni sua richiesta, per farlo stare bene?

Certo, io non ho figli, ma se quando ho visto delle NekNomination, dove i protagonisti erano ragazzi o ragazze che ho visto crescere, ho provato tanta rabbia, tristezza e preoccupazione, cosa può aver provato un genitore? Perchè i genitori sembrano assenti quando si parla di questi argomenti? Se loro li affrontano con superficialità, cosa ci aspettiamo che facciano i figli? Non possono fare altro che pensare di essere nel giusto e di potersi permettere di insultare, tramite i social network, quelle poche persone sensate che ancora credono nella cultura dei buoni valori.

Mi resta solo di sperare che dopo tanto parlare i cosiddetti “adulti” ci riuniamo per far fronte ad una emergenza educativa sempre più reale.