Maschere rottamate dal teatro quotidiano

di Giovanni Rosa

Spettatore.

giovannimelarosa160Recita il saggio Ermete Trimegisto , tre volte grande…Re, Filosofo e Poeta…che “ le labbra della saggezza sono aperte solo alle orecchie della comprensione”

Egr. Direttore,

oggi ,in riposo domenicale dalle fatiche orticole , mi dispongo a leggere qualche nota di un certo “pensiero rosa”…non come attore ma come osservatore…

Un mio vecchio metodo di uscire dal teatro della vita in cui recito come attore per accomodarmi in platea ad osservare non solo me stesso ma i vari soggetti secondo il sistema del teatro greco ove ogni soggetto veniva identificato con una maschera e inserito in un contesto tragico e presentato al pubblico con un esplicativo racconto….

A Lipari venne ritrovata la trentaduesima maschera di Menandro e per l’inclito, oggi riporto una nota della vita e delle opere di Menandro da “Studenti”.

Le tematiche sociali infatti non suscitavano la simpatia del pubblico. Nel 307 Demetrio Falereo smise di governare e Atene passò nelle mani di Demetrio Poliorcete, re macedone. Quando questi divenne re di Atene, Menandro corse il rischio di un processo, ma si salvò perché intervenne in suo aiuto un parente di Poliorcete. Continuò così la sua attività. Nelle sue commedie Menandro dimostra di non partecipare alla vita pubblica: non ci sono infatti cenni alla vita contemporanea, oppure sono rarissimi e poco chiari. I suoi unici interessi erano il teatro e le donne. Era così attaccato alla sua città che quando Tolomeo I, re d’Egitto, lo chiamò ad Alessandria rifiutò e preferì rimanere ad Atene, dove è morto nel 291 a.C., annegato mentre nuotava nel Pireo.

Le commedie di Menandro: specchio di un mondo nuovo

Nelle sue commedie Menandro riflette un mondo nuovo rispetto ad Aristofane: le opere non hanno uno sfondo politico e sono quindi trasferibili ovunque. Non c’è più il cittadino che partecipa alla vita politica: protagonista delle commedie è un uomo singolo, isolato, che vive per i fatti suoi. Atene era guidata da due personaggi, ma non aveva più autonomia politica, era una città in cui si cercava di sopravvivere, l’interesse non era più politico ma economico. Nasce l’interesse per la vita privata, del singolo, si guarda solo l’uomo in quanto tale. È stato notato che spesso l’attore sulla scena chiama qualcuno nella casa, oppure esce dalla casa e dice cos’è successo dentro: non esiste più l’uomo che ha la vita privata staccata da quella pubblica, ma tra l’esterno e l’interno della casa non c’è più differenza, un personaggio fuori può parlare con/di un altro che è dentro.

Come spettatore immagino!!! , a livello di Commedia, il dialogo tra due vulcanari….

“primo vulcanaro…hai letto sul “Giornale di Lipari”il pezzo sul rottamato ???..Secondo vulcanaro..certo… allora il pensiero rosa lo leggono….certo e ti dirò che a Vulcanio di rottamati in quel senso ce ne sono a decine…..sul serio????? Ma come mai non parlano????…….a questo punto il viso del secondo vulcanaro si rabbuia (vedi maschera)….e dice….tengo….tengono tutti famiglia……

Come spettatore/regista allargo la scena…..un giovane rampante…simpatico..afferma al regnante “STAI SERENO” …poi prende il potere e dice agli italiani…”STATE SERENI” elargisce e promette di elargire…soldi e posto di lavoro al giovane laureato….che chiede “ posto di lavoro???dove?….Ma in Comune, in Provincia, in Regione, in Parlamento…..in una Società Partecipata…..risponde il giovane laureato…ma quello è un sistema di scambio????? Certo ma tu sei solo o tieni famiglia??????? A questo punto calo il sipario…e rimando al saggio Ermete Trimegisto…(segue)…