Lipari: la pesca è finita, andate in pace…

poche barche col pescato nella banchina di sottomoastero

“Cronaca” di una morte annunciata da anni tra fermi e rottamazioni

Lipari- Poche barche nel mercatino invernale del pesce nella banchina a giorno del porto di Sottomonastero. Il periodo del resto è quello che è; se si può uscire in mare si pescano in prevalenza boghe e lampughe ( più comunemente conosciuti come ope e caponi) e ben che vada si guadagna poco più delle spese sostenute per il gasolio. “ Signori, la pesca è finita” ci dice uno dei pochi a praticare ancora la pesca artigianale. Non è solo l’annuncio relativo alla dotazione giornaliera; è una sentenza degli addetti ai lavori. La via crucis del settore va verso il compimento. Basti pensare che dal 1° novembre al 1° marzo c’è l’opportunità di praticare il fermo volontario e la stragrande maggioranza delle piccole barche o è ferma in porto o è stata tirata a secco. Perché ? “ Perché – ci dice lo stesso pescatore- uscire in mare è meno redditizio, addirittura, dell’attesa per poter incassare i soldi del fermo. Pensi che ancora attendiamo i fondi dell’anno passato”. Dunque , per i piccoli, meglio fermi aspettando la boccata d’ossigeno. Per i grossi, invece, meglio smantellare del tutto le loro unità. Il buon 40% dei pescherecci ( e non ne erano rimasti molti dopo lo stop alle spadare) sarà infatti demolito per l’adesione, da parte degli armatori, al decreto ministeriale che prevede 25 milioni di euro per l’arresto definitivo dell’attività di pesca al sud. Contributi per la rottamazione: ti pagano, in pratica, per demolire quella barca che una volta produceva reddito. Ma senza barca dove andranno a finire coloro che fino all’anno scorso vivevano bene o male di pesca ? Si dedicheranno al turismo. E non è difficile intuire sempre un futuro in barca vista la tendenza, in forte crescita senza far galoppare la fantasia, degli ex pescatori ( e non solo) passati da dieci anni a questa parte dal business del pesce spada a quello delle escursioni giornaliere nelle isole. Un settore, però, già abbondantemente inflazionato dove si tratta ad oltranza, anche con quel poco di turismo di qualità che arriva, per il trasferimento in una delle spiagge di Lipari. Figuratevi per la notturna a Stromboli. Una situazione che ha già fatto fiorire durante le ultime stagioni estive la presenza selvaggia di cartelli reclamizzanti di tutto e di più lungo le vie centrali e che è destinata, visti gli eventi, a peggiorare con una guerra tra poveri sempre più aspra.