Lipari, dissalatori e depuratori : 50 mln per realizzarli ma per la gestione Comune lasciato da solo

Il Sindaco dopo le diffide della Regione chiede la copertura finanziaria al Ministero dell’Ambiente in attesa del gestore unico provinciale. Lo Stato per l’acquisto dell’acqua prodotta dai dissalatori risparmierebbe sui costi del trasporto con navi cisterna

Cinquanta milioni dallo Stato per dissalatori e depuratori realizzati negli ultimi dieci anni a Lipari e Vulcano, e in qualche caso (come per il dissalatore di Lipari) non ancora ultimati. Le strutture, com’è noto , dovevano affrancare le isole principali dell’arcipelago dal business milionario delle navi cisterna, delle quali non si riesce ancora a fare a meno. Frattanto, però, la Regione siciliana, che ha in carico gli impianti, ha diffidato il Comune di Lipari a gestire queste strutture ma per l’ente più rappresentativo delle Eolie, rappresenterebbe la rovina. Gestire dissalatori e depuratori, infatti, significherebbe come da piano finanziario redatto dagli uffici comunali trovare praticamente il doppio dei fondi necessari. Per dirla tutta, per le casse comunali, sarebbe il dissesto. Da 2 milioni 400 mila euro, i costi di gestione da coprire con la tariffa salirebbero a 4 milioni 255 mila euro.

Ma c’è un altro paradosso: il Comune di Lipari, proprio in previsione delle maggiori spese da sostenere per l’attivazione delle nuove infrastrutture, seguendo e applicando la legge regionale del 2015 finalizzata all’individuazione del gestore unico, a livello provinciale del sistema idrico integrato , alla fine del 2019 ha concluso correttamente il percorso per affidare il settore idrico alla Ati Messina che però a sua volta non ha dato l’ok alla gestione del soggetto pubblico individuato precedentemente nell’Amam .

Allo stato attuale , di conseguenza, il Comune si trova un bilancio di previsione 2020 senza la previsione di spesa per l’idrico affidato dallo scorso gennaio , inevitabilmente, tramite ordinanze sindacali alla ditta bel.mar di Lipari. E quindi la situazione è quella di attesa della redazione del bilancio di previsione 2020/2022 con la reintroduzione dell’entrata prevista attraverso la riscossione della tariffa.

La soluzione ? E’ lo Stato che da sempre garantisce l’approvvigionamento idrico nelle isole minori. Ed è lo Stato che ha finanziato con 50 milioni dissalatori e depuratori passati alla Regione siciliana. Il sindaco Marco Giorgianni ha quindi chiesto al Ministero dell’Ambiente e della tutela del Territorio e del Mare supporto e affiancamento per arrivare ad una gestione sostenibile del servizio.

Il primo cittadino di Lipari ha proposto al Ministero di assicurare almeno sino all’attivazione da parte dell’Ati Messina della tariffa unica d’ambito , la copertura finanziaria necessaria al Comune di Lipari per sostenere le spese di acquisto di acqua prodotta dai dissalatori di Lipari e Vulcano . Ciò per consentire al comune di mantenere gli equilibri finanziari evitando l’aumento del costo di un servizio pubblico essenziale .

Allo stato attuale , di conseguenza, il Comune si trova un bilancio di previsione 2020 senza la previsione di spesa per l’idrico affidato dallo scorso gennaio , inevitabilmente, tramite ordinanze sindacali alla ditta bel.mar di Lipari. E quindi la situazione è quella di attesa della redazione del bilancio di previsione 2020/2022 con la reintroduzione dell’entrata prevista attraverso la riscossione della tariffa.

La soluzione ? E’ lo Stato che da sempre garantisce l’approvvigionamento idrico nelle isole minori. Ed è lo Stato che ha finanziato con 50 milioni dissalatori e depuratori passati alla Regione siciliana. Il sindaco Marco Giorgianni ha quindi chiesto al Ministero dell’Ambiente e della tutela del Territorio e del Mare supporto e affiancamento per arrivare ad una gestione sostenibile del servizio.

Il primo cittadino di Lipari ha proposto al Ministero di assicurare almeno sino all’attivazione da parte dell’Ati Messina della tariffa unica d’ambito , la copertura finanziaria necessaria al Comune di Lipari per sostenere le spese di acquisto di acqua prodotta dai dissalatori di Lipari e Vulcano . Ciò per consentire al comune di mantenere gli equilibri finanziari evitando l’aumento del costo di un servizio pubblico essenziale .

E lo Stato ci guadagnerebbe pure : basti pensare- è stato dimostrato al Ministero dell’Ambiente- che il solo rifornimento idrico con nave cisterna costa circa 3.900.000 euro mentre l’acquisto dell’acqua dai dissalatori di Lipari e Vulcano è quantificabile in 1.250.000 euro per il 2020 e 1.550.000 euro per gli anni successivi con i nuovi impianti a regime.