Le isole minori nuovo modello per la ripartenza

La segretaria Ancim Gian Piera Usai propone il salto da isole delle bellezza a isole della salute attraverso il rafforzamento dei servizi sanitari

L’ANCIM ha, da sempre ed in modo costante, evidenziato due problematiche come fattori negativi per lo sviluppo economico: la scuola e la sanità. Ora questi dueproblemi sono diventati il banco di prova in tutto il territorio nazionale. All’improvviso, l’epidemia di COVID19, ha fatto prendere coscienza della loro importanza e della necessità di risolverli in modo più adeguato come qualità di servizi ed in modo innovativo come mezzi.


Tutti i bambini, i ragazzi e gli insegnanti si sono trovati a fare scuola a distanza e ad avere strumenti informatici ai quali non erano preparati. Si è preso coscienza che è necessario che tutti possano essere dotati di strumenti adeguati per poterlo fare e che ci sia la preparazione all’uso di tali strumenti sia da parte degli alunni che dei docenti.

Nell’emergenza, entrambi i protagonisti della prova stanno dimostrando grande impegno e spirito di adattamento e collaborazione.
È, però, indubbio che finita l’emergenza questa pratica virtuosa non dovrà essere abbandonata, ma meglio calibrata ed adattata perché un bambino di 6/7 anni non può avere la stessa dimestichezza di uno di maggiore età e gli stessi docenti dovranno valutare meglio la modalità d’uso più adeguata per i proprio utenti.

È anche indubbio che per le scuole delle piccole isole questo esperimento accelerato vada consolidato perché diventi un modo più fluente per fare didattica quando il fattore di impedimento non sarà più il COVID19, ma il mare. Spesso gli insegnati delle scuole delle isole non possono raggiungere la scuola perché il mare lo impedisce, quindi per settembre l’applicazione dell’e-learning va meglio adeguata e perfezionata.

Passando ora a valutare l’altro tema e cioè la salute il COVID19 è stato per le piccole isole più clemente, preservandole dall’epidemia nella quasi totalità delle realtà, mentre è stato un altro virus e cioè quello dell’insularità a creare un decesso doloroso e cioè la morte di un nascituro che, per inqualificabile politica di chiusura dei punti nascita nelle piccole isole in cui era presente, ha portato al suo decesso.
Il vaccino per il virus insularità esiste da sempre e si chiama più investimenti e non tagli. L’onorevole Nardo Marino, facendo approvare un odg collegato al decreto cura Italia ha portato all’attenzione del Parlamento questo grave problema ed i 35 Sindaci delle isole minori italiane auspicano che questo riflettore, che è stato acceso, continui a rimanere tale e che nel prossimo decreto le Isole minori abbiano un pezzo di norma ad esse dedicato.

Grazie Onorevole, continuiamo a contare sul Suo aiuto e sensibilità, come su quella di altri Parlamentari che ce l’hanno dimostrata in altre occasioni.
Cosa chiediamo e cosa proponiamo per dare un contributo alla ripresa dell’economia a partire proprio dai due settori summenzionati?

Proponiamo di porci come nuovo modello per la ripartenza, trasformando le nostre isole da isole della bellezza: mare, spiagge, cultura in isole della salute. Vorremmo partire da questo tema, perché è ancora un banco di prova immediato ed in cui i Sindaci dei Comuni delle isole minori stanno studiando il modo per fare arrivare le persone in sicurezza e mantenere questa sicurezza anche sull’isola.

È indubbio che nelle isole vada fatta una politica di rafforzamento dei servizi sanitari e non di depotenziamento, come sembra si voglia fare in qualche realtà. Questa è anche l’occasione di un cambio di passo, nella sanità, che non sia temporaneo e collegato all’emergenza COVID19 ma sia strutturale e permanente perché i cittadini insulari hanno diritto ad una sanità efficace sempre.

Quindi, come rispondere a questo diritto in modo duraturo ed adeguato ?
Un primo basta è ai tagli dei servizi. Un altro basta è a risorse finanziarie sottostimate per farvi fronte. Anche il Governo nazionale e regionale sono arrivati a questa determinazione.
Un sì a previsioni finanziarie adeguate per implementare i servizi. Un altro sì a strumentazioni moderne ed efficienti. Un ulteriore sì all’avvio decisivo della telemedicina e teleconsulto con centri di eccellenza. Un ulteriore sì a formazione professionale continuata. Un altro sì ad accogliere profili professionali anche di altre aree, favorendo trasferimenti stabili.
Per le scuole un sì a dotazioni adatte a facilitare il diritto allo studio a tutti i livelli, compreso quello universitario. Un altro sì a formazione professionale più moderna ed un altro sì a corsi scolastici con profili professionali rivisitati, come suggerisce la stessa UE per le isole e per le aree costiere.

I sindaci di tutte le isole minori marine auspicano che l’odg dell’Onorevole Marino sia seguito da provvedimenti finanziari a partire dal prossimo decreto, perché l’economia insulare possa ripartire. La mancanza di finanza dedicata, sia per iniziative pubbliche che private farebbe registrare un morto in più: l’economia delle isole minori.

Segretaria generale

Gian Piera Usai