L’Album dei ricordi: Mons. Re ” In nome di Dio”

di Massimo Ristuccia

DE FORTI DULCEDO – SUA ECCELLENZA MONS. BERNARDINO SALVATORE RE, cappuccino-vescovo di Lipari

Palermo – Fiamma Serafica, 1963

IN NOME DI DIO la frase che aveva caratterizzato il suo episcopato

IN NOME DI DIO

Era stata l’espressione che per 35 anni aveva caratterizzato il suo Episcopato: al chiudere una lettera importante, forse decisiva per la salvaguardia e il bene di un’anima, mentre tracciava sulla busta, prima di spedirla, un bel segno di croce; nell’eseguire una determinazione che era simbolo della pienezza del suo Sacerdozio; nel sigillare un Decreto di nomina; nell’amarezza cruciale di una notizia dolorosa addolcita dal sorriso della rassegnazione e dell’olocausto: IN NOME DI DIO!

Fu questa l’ultima espressione: salendo la scaletta del piroscafo, che pochi mesi prima aveva solennemente benedetto nel giorno del viaggio inaugurale, stringendomi forte la mano, come soleva fare in particolari frangenti in cui dimostrava tutto il suo affetto paterno, “In nome di Dio”, mi disse, e il suo sguardo penetrò i miei occhi, ferì il mio cuore.

Lo rividi nel letto del suo estremo dolore e mi ripetè: “Ho molto male”; ma subito dopo: “Sia fatta la Sua volontà”.

La frase che aveva santificato tutti gli atti del suo magistero veniva sublimata con l’altra più completa e più offertoriale: era nel suo getsemani, beveva fino all’ultima goccia il suo calice!

Poi nel delirio: “Dammi il mio saio francescano: mi aspettano in Chiesa per la cerimonia”. In quel momento ho rivisto il mio Vescovo in atto di partire per le molteplici missioni tra le isole: a piedi, a notte inoltrata, da Quattropani ad Acquacalda; la mattina presto in marcia da Lingua a Malfa (il piroscafo era stato affondato, i marosi non consentivano il viaggio alle barche, la strada era solo un’impervia mulattiera ); da Pecorini a S. Stefano, al Porto, tra le pietre liscie di Filicudi per l’erta salita; dallo sbarcadero alla Parrocchia, alla Chiesa di S. Bartolo, nella solitaria Alicudi, in faticosa scalata; dopo 14 ore di mare con la piccolissima motobarca; non una volta sola, non poche volte; infine l’ultima missione a Lami, ai piedi della dolce Madonna del Rosario, dopo penosa cavalcata.

Era ormai l’ora del riposo, del trionfo, della cerimonia solennissima e per essa il tanto sospirato e amato abito francescano.

In nome di Dio! Sia fatta la sua volontà!

Questo il suo insegnamento; questo il suo ricordo; questo il suo testamento spirituale!

 

Mons. Re con il sindaco Vitale
Mons. Re con il sindaco Vitale

 

Il popolo, con a capo il Clero e le Autorità, fu subito conquistato dai modi, dalle virtù e dalla cultura del suo Vescovo a cui concesse, fin dal Lui arrivo, stima ed affetto che non sminuirono con gli anni poiché Egli s’era fatto tutto a tutti: si appassionava con sollecitudine e competenza ai problemi dei singoli e della collettività, era presente, come nella foto con il Sindaco ed i Notabili alla benedizione di nuove case, a tutte le manifestazioni in cui non mancava di esprimere, con unanime soddisfazione e gradimento, il suo pensiero.

Assai dolorosa, tra meste reminiscenze, specie per i suoi Sacerdoti e per i suoi intimi, è l’ultima sua uscita dall’Episcopato attraverso il “viale amico” tante volte da Lui percorso, per le quotidiane passeggiate: è con Lui tutto un popolo in lacrime, Clero e Autorità in testa, oltrecchè, con Parenti e Personalità, l’Ecc.mo Mons. Francesco Tortora che accompagna il feretro in cattedrale ove celebrerà il Pontificale di Requiem e reciterà la magistrale orazione funebre.

funerale mons re