La stazioni marittime che a Lipari e Vulcano non si faranno perchè ci sono già

il dott. Gianni Iacolino

Riceviamo da Gianni Iacolino una preoccupata riflessione che parte dalla bravura dei carristi-artisti eoliani per arrivare alle stazioni marittime , i cosidetti “Welcome terminal” previsti dal governo Musumeci per le isole minori , tra le quali le Eolie. Strutture ( nella foto)  eufemisticamente discutibili che- possiamo già affermarlo con certezza- a Lipari e Vulcano serviranno ad altro . Molto probabilmente queste nuove strutture saranno sistemate sempre nelle aree portuali, e vedremo come, per fornire ad esempio quei servizi importanti che non esistono come i bagni pubblici ( quello che chiedono veramente i turisti e i pendolari).

di Gianni Iacolino

La sfilata dei carri allegorici mi ha generato un moto di ottimismo e di fiducia nelle capacità e potenzialità dei nostri giovani. Veri talenti , bravi nelle competenze tecniche e nella capacità espressiva hanno realizzato strutture dinamiche di grande effetto scenico, supportate da capacità costruttiva davvero raffinata. Quante potenzialità dormienti in inverno ,spesso disperse e sprecate d’estate  in attività che poco o nulla hanno a che fare con le loro naturali attitudini ,le quali, se ben indirizzate, sarebbero fonte di gratificazione per i giovani contribuendo ad  un incremento dello sviluppo socioeconomico  per  la nostra comunità. Sta soprattutto alla politica saper intercettare tali potenzialità sapendole indirizzare , creandone le condizioni adatte, verso percorsi che  facilitino la realizzazione di piccole realtà imprenditoriali ,avendo la disponibilità di tante giovani e vulcaniche menti.
Mettere a disposizione l’ausilio logistico ed amministrativo necessario, dimostrare fiducia nelle loro capacità , essere da stimolo e pungolo nel loro orgoglio di giovani imprenditori potrebbe creare una nuova comunità virtuosa, fatta di piccole realtà produttive e dell’affermarsi di valori e riferimenti che spazino ben oltre il ristretto campo della realtà quotidiana.

A tanta bravura e capacità fa da contraltare, purtroppo, la visione di quella orrenda scatola di cartone presentata come moderna biglietteria ,posizionata, come appare dall’immagine, nel punto dove nessuno , dico nessuno , avrebbe mai potuto immaginare. Ma è mai possibile che, quando si tratta della cosa pubblica, si deve quasi sempre assistere a simili scempi, come se una tara genetica offuscasse costantemente la mente di tanti professionisti ?
Tanti giovani dilettanti spinti dal sano sentire della loro età realizzano cose egregie, tanti affermati professionisti della matita e del righello, ben introdotti nelle stanze del potere, partoriscono mostri e brutture pubbliche.
Si dice, giustamente, che l’Italia è il Paese delle inaugurazioni. Ed è proprio vero. L’ importante è spendere, inaugurare e poi abbandonare.

 Qualcuno delle istituzioni o della politica vicino a Musumeci ha pensato di invitare il Presidente a desistere da quest’indecoroso sperpero di pubblico denaro? Chi ha saputo creare i carri ,sfilati ieri sul corso , sicuramente saprebbe rimodernare bene , senza sperpero, i locali già esistenti. Potenzialità locali messe da parte in cambio di sperpero e brutture garantite. Politica virtuosa è quella che sa trovare idee giuste , infilandosi come cuneo nel groviglio granitico di norme e regolamenti .
Valorizzare i giovani investendo nelle loro capacità, creare opportunità di lavoro che possa gratificarli , impegnarsi nella scelta delle giuste strategie  darebbero la giusta dignità ad una politica che ne ha sempre più bisogno.

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