La Sinistra ricorda la Giornata della Memoria

LA GIORNATA DELLA MEMORIA

memoria“Prima di tutto vennero a prendere gli zingari…”. Inizia così un celebre sonetto dedicato alla tragedia della Shoah, sterminio nazista del popolo ebraico, le cui vittime proprio oggi verranno ricordate nella Giornata della Memoria. Un’iniziativa che simbolicamente riporta ai quei tragici eventi nell’anniversario dell’abbattimento dei cancelli del campo di concentramento di Auschwitz il 27 Gennaio 1945 ad opera dell’Armata Rossa.

Un’opera che, con scientifico orrore, portò degli uomini a condannare milioni di altri uomini ad una fine orribile, gettando in un fatale calderone insieme agli ebrei anche molte altre categorie “sbagliate”, “eversive”, “inaccettabili”. Zingari, antifascisti, slavi, omosessuali, testimoni di Geova, comunisti, diversamente abili. Pezzi di umanità che troppo spesso, anche in occasione di questa ricorrenza, non vengono adeguatamente ricordate.

Quel giorno in cui il mondo conobbe il più terrificante volto del nazifascismo dovrebbe però, anche oggi, essere ricordato per quello che effettivamente fu: un’espressione di culture xenofobe e totalitarie, non tanto diverse da quelle tutt’ora in auge nelle destre europee. È infatti in azione, da un po’ di tempo, un’operazione “culturale” tesa a ridurre quel tragico periodo a una mera conta delle vittime. Un pericoloso revisionismo storico, portato avanti spesso dai media e dalle classi dominanti, che tenta di isolare la Shoah dall’Antifascismo e dalla Resistenza. E, naturalmente, il passato dal presente. Una mezza verità che rischia di gravare come un macigno su una ricorrenza che dovrebbe consegnare alle giovani generazioni un monito tanto sugli effetti quanto sulle cause di quell’oblio. Tra il 1940 e il 1945 furono oltre 6 milioni le vittime del nazismo che indicava nella diversità la minaccia da eliminare. Anche in Italia morirono centinaia di migliaia di persone, sterminate e deportate con il contributo del regime fascista che, già dal 1938, aveva approvato le leggi razziali. La Sicilia non fu immune da questa follia.

Vi furono però anche coloro che, in nome della libertà e mettendo a repentaglio la propria vita, lottarono contro le forze di occupazione. A questi va il nostro pensiero, affinché la memoria di ciò che è stato non si riduca a semplice retorica, ma serva ad alimentare e ad orientare l’agire sul presente.

I fatti degli ultimi mesi dimostrano quanto ancora le tensioni politiche e sociali, legate alla grave crisi economica, portino ad un’involuzione delle relazioni di cittadinanza, e a inquietanti atteggiamenti di ostilità e diffidenza verso il “diverso”, o lo “straniero”: questo giorno può dunque essere un’occasione per valutare in maniera critica questi episodi, e per rendere quella dell’antifascismo una questione assolutamente attuale.

I potenti e i membri del Governo, d’altronde, partecipano alle commemorazioni dell’Olocausto e contro il fascismo; ma, mentre lo fanno, sottraggono diritti fondamentali della Costituzione, incitano a manganellare i lavoratori, arrestano chi cerca di difendere la nostra terra, tassano i pensionati e le categorie sociali più deboli; ciò rende questa nostra democrazia rappresentativa una dittatura di fatto, con leggi elettorali anticostituzionali… un comportamento fascista e ipocrita.

La stessa ipocrisia che caratterizza l’operato del governo di Israele: in una giornata come quella del 27 gennaio, in cui tutto il mondo rivolge la propria attenzione al passato della gente di Israele, forse per loro sarebbe il caso di volgerla anche all’immediato presente. Ci riferiamo, ovviamente, allo sterminio del popolo palestinese attuato proprio dagli israeliani. Dalla fine della Seconda Guerra Mondiale, infatti, Israele sta conducendo una tremenda battaglia che, di fatto, ha cancellato la Palestina dalle carte geografiche ed oppresso la popolazione palestinese con l’occupazione abusiva dei territori, la negazione di diritti fondamentali e il perpetuarsi di veri e propri crimini di guerra, utilizzando anche armi bandite dai trattati internazionali.

Per tutti questi motivi noi pensiamo che il Giorno della Memoria dovrebbe essere soprattutto il culmine simbolico di un’attività quotidiana di lotta a questo genere di fenomeni. Un momento in cui fare il punto su quello che siamo e vogliamo essere, come cittadini di quella Repubblica intessuta nella trama dell’antifascismo, di quel Mondo dove il diritto alla pace e alla coesistenza dovrebbe essere il principale obbiettivo della collettività.

LA SINISTRA EOLIANA