La Regione taglia i fondi al Mandralisca, il museo rischia di chiudere

Il famoso ritratto di Antonello da Messina  dell' Ignoto marinaio regalato al Barone Mandralisca a Lipari
Il famoso ritratto di Antonello da Messina
dell’ Ignoto marinaio regalato al Barone Mandralisca a Lipari

“Rischia seriamente di chiudere il Museo Mandralisca, museo della città di Cefalù, dopo che il Governo Regionale ha deciso di tagliare drasticamente i fondi che ogni anno destina allo stesso.”A dichiararlo è Michele D’Amico, responsabile regionale del Cobas/Codir per le politiche dei Beni culturali , il quale ha spiegato come “si è passati da 117mila euro dello scorso anno ai 72,5mila euro di quest’anno per un taglio netto del 40% che fa emergere la scarsissima considerazione del governo Musumeci verso le politiche culturali siciliane”.

Ed ancora : “Il Comune di Cefalù, dal canto suo, destina quarantamila euro a uno dei gioielli cittadini, nonostante gli incassi in aumento della tassa di soggiorno che dovrebbero essere destinati anche a questo. Il Museo incassa ogni anno circa centomila euro assolutamente insufficienti per la gestione ordinaria che, però, paradossalmente lo porrebbe tra i primi dieci siti culturali siciliani sia in termini di visitatori che di incasso in una ipotetica classifica dei musei regionali. Nonostante ciò, a causa di questa ulteriore scarsissima attenzione da parte del Governo Musumeci, matura debiti per circa settantamila euro annui, destinati ad aumentare”.

Il sindacalista del Cobas/Codir ha chiesto un’audizione in Commissione cultura dell’Assemblea regionale per affrontare il problema , compreso il dramma dei lavoratori, che da oltre quattro mesi non percepiscono lo stipendio.

Fu il barone Enrico Pirajno di Mandralisca a donare a Cefalù il Museo che porta il suo nome. Un mecenate che raccolse, nella sua pur breve vita (1809-1864), numerosi oggetti d’arte mettendoli nella sua abitazione, dove tuttora si trovano. Tra questi un dipinto a olio su tavola (31×24,5 cm) di Antonello da Messina, datato tra il 1465 e il 1476 che, secondo la leggenda, venne regalato al barone di Mandralisca sull’isola di Lipari, dove pare che fosse utilizzato come sportello da uno speziale.

La vicenda venne narrata da Vincenzo Consolo nel suo “Il sorriso dell’ignoto marinaio”.