Investire in borsa responsabilmente: le sfide del 2020

Se vi è una cosa che il 2019 ha insegnato agli investitori è il fatto che la responsabilità non sia semplicemente una parola fondamentale durante i comizi politici o in campagna elettorale.

Allo stesso modo come responsabilità non solo il cavallo di battaglia dei movimenti ambientalisti, che reclamano a gran voce una conversione eco-responsabile del settore produttivo, energetico e di smaltimento, ebbene, allo stesso modo essa deve essere integrata anche nel mondo della finanza.

Il 2019 si sta chiudendo con quelli che qualsiasi analista interpreterebbe decisamente come segnali di una potenziale futura crisi economica e, a circa da un decennio di distanza da quella più recente, è chiaro che le prospettive finanziarie future non possano in alcun modo fare a meno della parola “responsabilità”.

Quali i maggiori problemi relativi ai mercati?

Oggigiorno investire in borsa è una pratica che accomuna numerose persone e che rivela non pochi vantaggi. Mantenere in moto il capitale, non lasciandolo marcire in un conto o in un fondo investimenti è solo il primo di quelli.

Tra i problemi maggiori che affliggono il mondo degli investimenti finanziari, attualmente vi è una eccessiva sproporzione nelle operazioni speculative.

A comunicarlo è il prof. Emiliano Brancaccio: «Basta guardare all’indice di sopravvalutazione del mercato azionario, lo Shiller ratio che calcola il rapporto tra l’andamento dei prezzi azionari e una media dei dividendi che quelle azioni hanno dato negli ultimi dieci anni. Questo rapporto è in realtà è molto alto rispetto alle medie storiche. E quando raddoppia c’è da preoccuparsi»

Lo Shiller ratio indica, in poche parole, la sproporzione tra investimenti a lungo termine (che hanno la loro ragion d’essere nel rilascio dei dividendi) e investimenti speculativi compiuti sul mercato azionario.

Se i secondi crescono eccessivamente a danno dei primi, allora il valore delle azioni perde progressivamente di attendibilità reale, ovvero non è più riconducibile esclusivamente e direttamente alle reali capacità finanziarie ed economiche della società in questione, ma si basa sempre maggiormente sui volumi di scambio e sulle oscillazioni della volatilità.

In altre parole si sta assistendo alla crescita di una bolla.

Forex Market: un momento incerto

Un altro forte segnale viene dal Forex Market, da tempo ormai sufficientemente indeciso sul da farsi: le economie dei paesi legati alle principali coppie di valute, infatti, rischiano di affrontare un periodo di recessione nel 2020 e questa cosa si riflette direttamente sul mercato delle valute.

Da un lato, infatti, i valori dei tassi di cambio si presentano altamente volatili e indecisi sulle posizioni da mantenere, dall’altro le contromisure prese dai principali enti finanziari dei paesi coinvolti (FED, Bank of China e BCE per nominare i maggiori) non stanno affatto migliorando la situazione.

La BCE al momento ha appena visto un cambio di gestione e gli investitori restano in attesa sul da farsi, sperando in comunicati o in prime azioni che possano spezzare al più presto gli indugi.

La FED ha messo in atto un piano di salvataggio finanziario dei piccoli/medi enti finanziari (altrimenti detto REPO) che ha portato ad inondare il mercato americano con miliardi e miliardi di liquidità, influendo sul valore della valuta e sballandone di fatto il mercato.

Bank of China, dal canto suo, ha annunciato il lancio di una versione digitale del renmimbi cinese entro il 2020, finalizzato prevalentemente al mercato interno. Si tratta da un lato di una informazione particolarmente ghiotta, che potrebbe portare la valuta a performance eccezionali l’anno prossimo.

Dall’altro, tuttavia, questo ha congelato il comportamento di questa, duramente colpita dalla guerra ai dazi.

In conclusione, si tratta di un panorama in cui i segnali di fatti fanno pensare che non tutto sia al posto che gli spetta e che il sistema potrebbe affrontare nel medio periodo una crisi. Tuttavia, non è ancora eccessivamente tardi per correggere la pratica di investimenti e diversificare maggiormente le proprie operazioni, evitando di concentrarsi unicamente sull’aspetto speculativo.

Publiredazionale

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