Il Depuratore nell’isola che… non c’è

dep 1Lipari- Con l’avvio delle prime procedure di esproprio e di immissione nel possesso dei terreni nell’area di Canneto Dentro, da ieri sono stati compiuti i primi passi che porteranno, a meno di sorprese, alla realizzazione del tanto contestato, quanto necessario, Depuratore di Lipari.

Laddove, fino ad oggi, c’erano alberi da frutta, orti, attività o semplici pezzi di terra passeranno le ruspe per l’avanzamento, inesorabile, nonostante si sia più volte espresso contrariamente il Consiglio comunale, di un affare da quasi 30 milioni di euro che comprende anche il depuratore di Vulcano e il nuovo dissalatore di Lipari. Soldi destinati negli anni dai governi Prodi e Berlusconi nell’ambito dello stato Emergenza idrica per le Eolie, a capo del prorogato ( per l’anno in corso) commissario Luigi Pelaggi.

Ieri il personale tecnico della Ati composta da Siba spa di Milano, Imprecoge srl di Palermo e Fago srl di Milazzo che dovrà eseguire i lavori è entrato nel terreno della famiglia Mantineo che gestisce un officina meccanica “ pronta a chiudere i battenti” assicurano i proprietari, ed in quello coltivato da tanti anni, con la richiesta di una procedura di usucapione, da Nino Mirabito. Un pensionato che vive con 500 euro di pensione al mese e dei prodotti della terra il quale , ieri pomeriggio, dopo una giornata di forte stress è svenuto ed è stato ricoverato all’ospedale dell’isola. Il suo legale, Paolo Intilisano, che è anche l’avvocato che segue la vicenda ormai da qualche anno anche per il Codacons, per conto del comitato di protesta, ha ribadito ieri “ che si tratta di un’opera abusiva perchè non conforme alla destinazione urbanistica. Abbiamo chiesto al Sindaco, per questo- ha sottolineato- di sospendere le opere ma il primo cittadino ha risposto affermando di non poterlo fare perchè, come detto anche dal Prefetto, non si possono sospendere gli atti legittimi del Commissario Pelaggi. Tuttavia- ha ricordato Intilisano- c’è un ricorso pendente al Tar e il prossimo 20 novembre ci sarà una udienza al Tar Lazio per l’eventuale sospensiva alle opere”. Per l’avv. Intilisano è tutto anomalo. “ E’ stato chiesto di presentare le osservazioni ad un progetto esecutivo che non è stato allegato e che non è definito. Ma – osserva il legale- sono anomali anche i tempi: il 24 ottobre approvano il tutto e il 25 fanno i decreti di esproprio. Dalle tavole , inoltre, emerge la presenza di due progetti esecutivi “. E infine, conclude Intilisano “ a 300 giorni ( e non a 30 come consuetudine) dalla sentenza del Consiglio di Stato che ribalta quella del Tar Lazio, che dava ragione alle nostre contestazioni, non conosciamo le motivazioni”.

Oggi, intanto, su convocazione del sindaco Marco Giorgianni si terrà una riunione congiunta delle commissioni urbanistica idrico e fognario alla presenza non soltanto dei tecnici del Commissario per l’emergenza idrica Luigi Pelaggi ma anche di quelli comunali per la verifica del progetto esecutivo. Tra alcuni consiglieri comunali, comunque, si respira aria di disfatta a tal punto che c’è chi intende chiedere le dimissioni dei venti inquilini che rappresentano la popolazione. Gran parte della quale, incredibilmente, non è a conoscenza di quanto sta accadendo come se vivesse in un isola…che non c’è. Ma intanto la questione è a un punto di innegabile svolta.