Iacolino : ” progresso scienza medica è miglioramento della vita di chi soffre ed anche di chi diffida”

 di Gianni Iacolino

Iacolino: i diritti negati ai nativi

La tanto temuta quarta ondata di infezioni si sta sciogliendo come neve al sole. Le attività commerciali ed industriali guardano al futuro con più fiducia, la scuola sta riprendendo i suoi ritmi, ci si muove più liberamente, la socialità sta tornando ai livelli precovid, si respira un’aria di maggiore libertà e si prospetta un futuro decisamente più vivibile. Non voler vedere questi risultati per il solo piacere di atteggiarsi a vittime di un sistema oppressivo la dice lunga sulla buona fede di alcuni e sulla dabenaggine di tanti.

Precauzioni adeguate ai tempi faranno ancora parte dei nostri comportamenti, ma se si riuscirà ad estendere al terzo mondo la possibilità di vaccinarsi, in attesa di terapie risolutive, il futuro potrà apparire meno drammatico. Molte novità bollono nelle pentole dei centri di ricerca sia per lo studio di nuovi farmaci per la terapia sia per la realizzazione di nuovi vaccini per la prevenzione. Allo stato attuale sono parecchi gli studi avanzati con buone prospettive di successo. Dove le terapie falliscono ci si deve necessariamente affidare alla prevenzione. Ed è in questa fase che ci viene in soccorso il nostro sistema immunitario che, per quanto sofisticato nella sua struttura e nel suo funzionamento rappresenta una straordinaria espressione della nostra evoluzione. Riesce a captare quanto avviene all’interno ed all’esterno del nostro organismo ed a reagire di conseguenza, mantenendo memoria di quanto già incontrato, sapendo riconoscerlo al momento opportuno. 

Nel caso della memoria immunologica, ci ha consentito di sopravvivere a tante malattie già incontrate ed a quelle per le quali siamo stati vaccinati, ricordando le esperienze passate facendone buon uso. Anche se non sempre infallibile , resta il migliore alleato della nostra salute e, grazie al progredire della ricerca biomedica, una grande risorsa per nuove terapie .

” Il mondo sta esaurendo gli antibiotici. La resistenza antimicrobica è un’emergenza sanitaria globale che metterà seriamente in pericolo il progresso della medicina moderna. ”  Così l’OMS si pronunciava appena quattro anni fa , nel 2017. L’uso sconsiderato degli antibiotici , soprattutto negli allevamenti intensivi oltre che nella pratica medica, favorisce la selezione di germi resistenti, per cui si è avviato , anche in Italia , un piano nazionale di contrasto all’antibiotico-resistenza con la ricerca di nuove molecole . Un’altra via per combattere le infezioni è stata quella di trovare nuovi vaccini per contrastare i superbatteri, stimolando l’immunità specifica contro questi germi resistenti che colpiscono più facilmente la popolazione anziana, essendo più debole in questa fascia d’età la risposta immunitaria. È già oggi disponibile per gli anziani il vaccino contro l’ herpes zoster oltre quelli antimeningococco, streptococco b, pneumococco. La messa a punto di nuovi vaccini per specifici batteri potrà migliorare la qualità di vita  anche di chi è affetto da BPCO  (broncopneumopatia cronico ostruttiva ), patologia fortemente invalidante.

 Ricordo che la silicosi , che tanti lutti e sofferenze ha causato fra i nostri cavatori di pomice , ha un’espressione clinica sovrapponibile alla BPCO. A quanta sofferenza sono ed erano esposte queste persone , tormentate da continua drammatica fame d’aria, non è facile descrivere. Lo voglio sottolineare affinché entri in testa a chi è diffidente che il progresso della scienza medica vuol dire miglioramento della vita di chi soffre ed anche di chi diffida. Essere stato , negli anni, testimone di tanta sofferenza , mi fa sperare in questo filone della ricerca medica per la qualità dei risultati che si stanno ottenendo e dei successi di cui benificeremo tutti.  In molti casi i batteri non risultano particolarmente pericolosi per gli adulti, quanto per i neonati , essendo questi , nei primi mesi di vita, ancora incapaci a produrre anticorpi. Vaccinare quindi la mamma per proteggere il nascituro . 

Sarebbe lungo l’elenco delle vaccinazioni consigliate alle future mamme o alle donne in gravidanza , compreso il vaccino anti Covid19, dopo il terzo mese di gravidanza.  È giusto anche ricordare i risultati già ottenuti  con la vaccinazione antirosolia . Di bimbi nati con gravissime menomazioni che vanno dalla sordità alla cecità alla perdita delle capacità cerebrali , dopo questa vaccinazione non se ne sono più visti. Il futuro prossimo ci riserva grandi prospettive in questo campo, grazie anche alla rivoluzione tecnologica cui assistiamo in tutti gli ambiti della ricerca. I vaccini mRNA, prodotti da Moderna , Pfizer e CureVac, le tre aziende che poi hanno rapidamente prodotto i nuovi vaccini anti Covid19, erano già in uso per la cura personalizzata di alcune forme di tumore . Fra i tanti vantaggi di questi nuovi vaccini c’é quello di contenere le istruzioni ( mRNA ) perché sia lo stesso organismo a produrre gli antigeni senza bisogno di inoculare germi uccisi o attenuati. 

Ciò consente di esprimere solo gli antigeni necessari per una risposta anticorpale efficace e , nello stesso tempo , di riprogrammare in pochi giorni l’acido ribonucleico nell’evenienza di una significativa variante del virus. Da anni sono in uso  contro i tumori due vaccini terapeutici di assoluta efficacia: uno contro l’epatite B che spesso degenera in carcinoma epatico  e l’altro contro il virus del papilloma, causa del carcinoma del collo dell’utero. Sempre in quest’ambito, una strategia che promette buoni risultati è quella di vaccinare ( vaccinazione terapeutica) gli ammalati di cancro con antigeni espressi dai loro stessi tumori, anche introducendo cellule dendritiche. Questo nuovo approccio si sta testando sia per la cura che per la prevenzione del cancro della prostata.   La  ricerca va avanti alla luce delle sfide prossime future. Il rischio di ulteriori passaggi di virus dagli animali all’uomo non è per niente remoto. L’ obiettivo della ricerca è indirizzato ad un vaccino che protegga da tutti i coronavirus per non farci trovare impreparati come avvenuto all’inizio dello scorso anno. Il mondo scientifico sta spronando alcuni governi ad investire sulla ricerca di un vaccino pancoronavirus su cui si era impegnata , già cinque anni fa , la ricercatrice Maria Elena Bottazzi, senza però riuscire ad ottenere finanziamenti.    

Alla luce dello stato dell’arte sulle nuove strategie mediche indirizzate a combattere la diffusione di malattie infettive, i vaccini, da oltre due secoli , rappresentano la prima e più fisiologica barriera di contrasto. Ci sono prove e documenti di approcci empirici precedenti ai tentativi di Jenner già in Cina e poi Inghilterra agli inizi del XVIII secolo.  E sin da allora nasce  la contestazione di folle ostili che temevano il pericolo, anzi avevano la certezza che la vaccinazione trasformasse i vaccinati in mucche o, nella migliore delle ipotesi , facesse crescere le corna.  Oggi  assistiamo al ritorno di paure e superstizioni alimentate ad arte. Si resta allibiti difronte al ripetersi di fantasiose congetture  , per la semplice constatazione che tre secoli fa erano comportamenti e credenze giustificabili.  Ai nostri giorni appaiono demenziali.  

In assenza di basi scientifiche a giustificare diffidenza e contrarietà, ecco entrare in scena , tutte le volte, alla fine della carrellata delle insinuazioni, i soliti poteri forti che di volta in volta prendono le sembianze della lobby ebraica , del ministro di turno della sanità, dei baroni della scienza , della lobby del farmaco e di chi  non tiene nella giusta considerazione le  fantasie di questi eroi dei tempi moderni. A questi potentati si aggiungono organismi supersegreti , infiltrati ovunque che si battono per interessi personali , interessi ovviamente sempre nascosti.  Si può parlare di  no-vax , no-masc, no-laqualunque, terrapiattisti e via dicendo come fatto di costume, folcloristico, fenomeno sociale da studiare, da capire, da contrastare con la trasparenza , con la giusta comunicazione ; ma portare costoro a confrontarsi in tv o alla radio con chi è del mestiere lo trovo inqualificabile, anzi mortificante.

È applicabile a queste  due categorie  – scienza e pseudoscienza- il principio dell’uno vale uno ? Assolutamente no.