Iacolino : il docufilm su Lussu e quello che offriamo…

Si gira anche alle Eolie, dal 5 ottobre a Lipari e poi a Salina, con la consulenza di Pino La Greca, il film documentario Lussu di Fabio Segatori, dedicato al fondatore del Partito sardo d’azione e del movimento “Giustizia e Libertà”, Emilio Lussu, confinato da Mussolini tra il ’27 e il ’29 a Lipari, isola da cui, poi, fuggì insieme a Carlo Rosselli e Francesco Fausto Nitti. 

di Gianni Iacolino

Gianni Iacolino

Apprendo che cominceranno a breve le riprese di un docufilm sul senatore Emilio Lussu, personaggio di enorme spessore etico e politico, cui avrei voluto ispirarmi negli anni verdi della mia vita. Obiettivo impossibile da raggiungere . La grandezza del personaggio era forgiata da una rettitudine, da coscienza civile e coraggio impossibile da eguagliare,  impensabile ad avvicinare.  

Lussu, già prosciolto dal Tribunale di Genova , avrebbe dovuto essere immediatamente scarcerato. “ In seguito alla sentenza di assoluzione, io avrei dovuto essere immediatamente scarcerato  , ma le carceri dipendono dal Ministero degli Interni, non dalla Magistratura. Io fui trattenuto in carcere <per misure di ordine pubblico>. In base alle leggi eccezionali per la difesa dello Stato fascista  , si riunì una commissione fascista e, in via amministrativa, io fui condannato a cinque anni di deportazione come <avversario incorreggibile del regime>. Il medico del carcere mi dichiarò intrasportabile…..il medico non cambiò parere. La notte venne a visitarmi un altro medico mandato appositamente dalla Prefettura. Constatò che avevo la febbre. All’indomani mattina, ebbi l’ordine di alzarmi dal letto e partire.” 

Trattato peggio di un pericoloso brigante. Un medico compiacente con i forti, non manca mai. ” Non mi fu concesso neppure di salutare mia madre….. Dappertutto sentinelle e pattuglie ” . ” in carcere io mi ero preso una bronchite ed una pleurite. In quei giorni avevo in permanenza la febbre da 38 a 39 gradi ed ero costretto a rimanere a letto”.  Il 19 novembre 1927  fui tradotto a Lipari in catene , febbricitante , affetto da pleurite . “Due giorni dopo sbarcai a Lipari, ammanettato con due catene. Ero veramente sfinito “. 

Prese alloggio in una casa in vico Sparviero; suo vicino di casa era Nitti, dirimpettaio; Carlo Rosselli viveva a non più di 400 metri di distanza. A decine, i confinati, abitavano i nostri vicoli . La più brillante generazione di Italiani , seguita dopo quasi un secolo alla romantica gioventù risorgimentale. Era questa la nostra isola di allora: un concentrato unico di eroi in un ambiente che non era in grado di comprendere la ricchezza che racchiudeva.  Parri  arriverà a Lipari nel settembre 1928.  Rosselli considerava Parri la sua seconda coscienza, il fratello maggiore. Aveva 38 anni. Tranne rare eccezioni- vedi la famiglia Bongiorno-  in pochi si rendevano conto da quante brillanti personalità erano circondati. La scelta dell’abitazione cadde su un punto strategico che consentiva una eventuale fuga da diverse vie .  Si instaura un forte legame fra Rosselli , Lussu e Nitti . Costituiscono il ” club dell’evasione” cui aderisce anche  Gioacchino Dolci, il quarto amico, che ,finito di scontare la pena,  li aiuterá ,poi, da Parigi. Li immagino insieme, riuniti a discutere , ad erigere un nuovo futuro per l’Italia, ad organizzare una fuga che possa permettere loro di tornare operativi al più presto. 

In una calda notte senza luna del 27-28 Luglio 2929, mare calmissimo, scivola via un potente motoscafo nelle acque di Marina Corta. Immagino la scena, le persone sedute al bar a sorseggiare, la sabbia che faceva ,allora , da pavimento alla piazza, il chiacchiericcio, i pescatori scalzi – li ricordo scalzi anche d’inverno- , forse qualche orchestrina, note sparse di musiche napoletane e loro tre , Lussu, Rosselli e Nitti che finalmente ce la fanno al terzo tentativo. Dopo una settimana saranno a Parigi dove fonderanno  il nuovo movimento politico Giustizia e Libertà oltre ad un omonimo settimanale che accoglieva la voce di tanti martiri del regime.

 Il Senatore Lussu ,come tanti altri grandi italiani , è finito nella voragine di un  dimenticatoio generale dal quale mi sembra difficile possa uscire un pensiero alto . Una grande gioia mi regala la notizia di questo lavoro cinematografico che , spero,  farà conoscere ai giovani di che pasta erano fatti gli uomini che , a loro spese,  ci regalarono la Repubblica e le libertà perdute.

PS : sul lungomare dove quotidianamente passeggiava questo martire dell’antifascismo sventola , da anni , insolente  ed irriverente , la bandiera della X MAS a cento metri dalle finestre della Guardia Costiera. Al momento attuale,  è questa la massima riconoscenza che la mia comunità ha saputo dedicargli.