Il Comitato dei genitori dei piccoli pazienti dell’ospedale San Vincenzo di Taormina ha dato il via a una protesta permanente, chiedendo risposte concrete al governo regionale. L’allarme è scattato per la scadenza imminente, il 31 luglio, della convenzione tra l’ospedale San Vincenzo e il Bambino Gesù di Roma, che minaccia la chiusura del reparto di Cardiochirurgia Pediatrica. Mamme e papà si stanno alternando in presidio, determinati a non indietreggiare finché non otterranno garanzie sul futuro del servizio.
A gennaio, il centro di Cardiochirurgia Pediatrica di Taormina aveva ottenuto una proroga fino al 31 luglio, accogliendo la richiesta del governo regionale. L’intesa prevedeva il mantenimento del reparto aperto fino all’attivazione a pieno regime della Cardiochirurgia Pediatrica presso il Civico di Palermo. Tuttavia, la situazione è resa più complessa dal fatto che, dal 2018, il Centro di Cardiochirurgia Pediatrica del Mediterraneo non fa più parte della rete ospedaliera siciliana, mettendo a serio rischio la sua sopravvivenza.
La potenziale chiusura del reparto è motivata dall’applicazione del Decreto Balduzzi, che prevede un solo centro di cardiochirurgia pediatrica ogni 5 milioni di abitanti. Questo criterio penalizza Taormina a favore del centro di Palermo. Eppure, il reparto di Taormina è un vero fiore all’occhiello della sanità siciliana, avendo fornito negli anni cure vitali a innumerevoli bambini con cardiopatie congenite.
L’Eccellenza del Centro in numeri
Operativo da oltre un decennio in collaborazione con l’IRCCS Bambino Gesù di Roma, il centro di Taormina si è distinto per i suoi risultati. Nel 2021, si è classificato terzo in Italia per volumi di cardiochirurgia pediatrica, superato solo dal Bambino Gesù di Roma e dal Policlinico San Donato di Milano.
I numeri recenti parlano chiaro: da luglio 2023 a marzo 2024 (nove mesi), il reparto ha eseguito 165 interventi su bambini provenienti da Sicilia e Calabria. Questa attività sostenuta potrebbe giustificare una deroga al Decreto Balduzzi. Inoltre, il reparto è parte integrante di un ecosistema medico complesso, che include la Terapia Intensiva Pediatrica, la Cardiologia Pediatrica e la Chirurgia Neonatale e Pediatrica. La chiusura della cardiochirurgia comprometterebbe gravemente l’intera filiera di assistenza pediatrica complessa.
Reazioni e accuse politiche
La possibile chiusura di un centro di eccellenza e punto di riferimento per il Sud Italia ha scatenato forti reazioni. Durante la manifestazione “Sanità X tutti” organizzata dal M5S, Antonino De Luca, capogruppo M5S all’ARS, ha espresso indignazione: “Abbiamo un’eccellenza mondiale che può essere distrutta per fare posto a una Cardiochirurgia Pediatrica a Palermo che ho visitato: non c’è un bambino, non c’è neanche il cardiochirurgo perché hanno previsto che nella convenzione questo cardiochirurgo deve essere presente una volta ogni due settimane per due giorni, quando invece a Taormina abbiamo un’équipe presente 365 giorni l’anno, 24 ore su 24.”
De Luca ha inoltre sollevato dubbi sull’assegnazione dell’appalto per il centro di Palermo al gruppo “San Donato”, presieduto da Angelino Alfano, accusando una “colonizzazione” della sanità siciliana per interessi economici. Ha poi promesso l’impegno del M5S per salvare il centro di Taormina.
Anche Antonino Alibrandi, segretario generale della Cisl Messina, ha chiesto di essere ascoltato dalla commissione Sanità all’ARS per sollecitare il mantenimento del reparto a Taormina, sottolineandone la fondamentale importanza per la continuità delle cure e il sostegno ai pazienti e alle loro famiglie.
Scrive, inoltre, su fb il segretario provinciale del PD Armando Hyerace : “Ieri sera ho voluto portare, a nome di tutto il Partito Democratico di Messina, la nostra vicinanza ai genitori che da ieri presidiano l’Ospedale San Vincenzo di Taormina per chiedere il mantenimento del centro di cardiochirurgia pediatrica. Pretendono – e con pieno diritto – risposte definitive e il rispetto degli impegni assunti circa un anno fa dal presidente Schifani.
Nei volantini distribuiti davanti all’ospedale si legge: “Potrebbe servire a tuo figlio, a tua figlia.” È proprio così. Perché quando si parla di salute, soprattutto dei più piccoli, nessuno può permettersi di voltarsi dall’altra parte.
Non servono più proroghe. Serve una deroga immediata per garantirne la sopravvivenza. Parliamo di un centro di eccellenza, costruito con sacrifici, straordinaria competenza e carico di speranze. Lasciarlo chiudere sarebbe una sconfitta per tutti. Una vergogna per chi ha la responsabilità di tutelare la salute pubblica”,










