Ex Pumex, Sidoti: solo una speranza

Riceviamo da Angelo Sidoti e pubblichiamo:

Caro Direttore,

Angelo Sidoti
Angelo Sidoti

oggi sono molto rattristato nel vedere miei ex colleghi Pumex sul tetto di una chiesa a manifestare per difendere un loro sacrosanto diritto ovvero quello del lavoro. Questo problema si porta avanti dal lontano 2006. Passano le amministrazioni, cambiamo i sindaci, ma soprattutto sono passati ben otto anni e non si trova una soluzione. Mi permetto fare una breve analisi:

Amministrazione Comunale: deve prima di tutto fare chiarezza al suo interno. Nelle dichiarazioni agli organi di stampa il Sindaco manifesta l’importanza del lavoro prestato dai lavoratori Pumex paragonandola a quella dei propri dipendenti. In realtà sappiamo bene che la possibilità di essere trasferiti in organico all’Ente è pressoché impossibile visti i vincoli imposti dalla legge in materia di assunzione.

Consiglio Comunale: non ho visto ne sentito alcun intervento da parte dei consiglieri. Visto che costoro rappresentano i cittadini dovrebbero salire anch’essi sul tetto a manifestare o quantomeno a mostrare la loro solidarietà.

Regione Siciliana: lasciamo perdere che è meglio. Una Regione il cui bilancio non sta in piedi e traballa da tutti i lati.

Unesco: alcuni mesi fa ho stabilito un contatto con la Commissione alla quale invierò una mia nota da comune cittadino che sono. In passato mi è stato rappresentato dalla stessa Commissione che loro non dispongono di risorse ne tantomeno hanno poteri ispettivi nei confronti delle amministrazioni locali.

Per dirla in breve vedo poco speranze all’orizzonte soprattutto a livello istituzionale. C’è una strada che ripeto da anni… Certo non è la garanzia di un posto statale ma rappresenta sempre una possibilità di lavoro.

Il Comune abbia il coraggio di richiedere la consegna dei terreni di sua proprietà siti nella località di Porticello ed Acquacalda. Non esistono più cave nè tantomeno licenze di escavazione autorizzate da anni.

Fatto questo affidi la messa in sicurezza delle aree interessate ad un Cooperativa composta dagli ex dipendenti di Pumex. Parti degli esuberi possono essere anche oggetto di vendita, il mercato della pomice è ancora vivo.

Preciso: la vendita di parte del materiale in esubero (stimando a priori il quantitativo oggetto di vendita) servirebbe a garantire un’ulteriore entrata alla cooperativa che naturalmente deve essere finanziata anche da contributi regionali, statali o comunitari.

L’insieme di questi due interventi consentirebbe di impiegare tutta la forza lavoro sia quindi operai che impiegati.

Concludo augurando ai miei colleghi una rapida soluzione di questa problematica ma soprattutto manifesto la mia piena solidarietà.