Eolie, la grande ricchezza

di Giovanni Rosa

giovannimelarosa160Oggi tutto fa riferimento all’immagine e in tal modo spesso si dimenticano molti valori storici, filosofici e sopratutto scientifici. Spesso la valutazione di un personaggio o della idea segue un percorso fondamentalmente estetico a svantaggio del vero valore intrinseco. Le isole Eolie possiedono senza alcun dubbio un grande valore estetico ma a mio parere la grande ricchezza dell’Arcipelago sono le qualità farmacologiche e terapeutiche miracolose di decine di essenze che hanno trovato nei secoli una particolare forma vitale dal clima e dalla forza energetica lavica.

Sono giunto a Vulcano molti anni fa per guarire da una grave forma di epatite contratta in camera operatoria con la terapia termale e con le applicazioni di gel di aloe vera (rif.la grande madre …aloe vera il miracolo della natura you tube. Giovanni rosa) e da allora ho iniziato a scoprire anno per anno le “pepite d’oro “ sparse su tutta l’isola.

Ma il valore della pianta o della essenza non è tanto legata alle qualità terapeutiche officinali conosciute ma ai benefici particolari ed unici derivanti dalla forza energetica lavica ed antiossidativa.che la fa splendere nel grande laboratorio cosmico .

Trascuro la difficile dimostrazione scientifica ma non posso esimermi dal far notare che il profumo della zagara o il sapore del pomodoro delle isole, tanto per citare un esempio, sono unici.

Si chiama “ionizzazione” che agisce sui gangli del gusto e dell’olfatto e attraverso la via nervosa agisce su una particolare area del cervello ove si genera l’ ormone detto “ della felicità”…….una forma di droga naturale…..meglio di così….

Purtroppo l’indirizzo speculativo si è rivolto per anni sulla cementificazione e i valori di un “oro nascosto” sono stati messi da parte quando non distrutti.

Tra gli ultimi tesori scoperti…il valore antitumorale di molte essenze ( ormai consolidato da decine di trattamenti quello con l’aloe vera ) il timo serpillo, l’elicriso e molti altri non ultimo come afrodisiaco il“vasapiede”e la scoperta di un “manno” con le incisioni sulla corteccia da cui un centinaio di anni fa i locali ricavavano la manna come fondamentale cura dei piccoli pastorelli.

Una sagacia contadina ormai desueta e una offerta turistica impropriamente trascurata.

Giovanni Rosa

ps una volta risolto il problema masticatorio , sono atteso per un convegno meditativo ()con i due “guru” della Val d’Afra , e per una discesa nei meandri del “gorgo buio” per esorcizzare il maligno che quotidianamente insidia l’umano…..ho provveduto a portare l’aglio fresco dell’eremo del piano di Vulcano …..