Una grave emergenza sulla gestione della plastica da raccolta differenziata sta paralizzando la Sicilia, con numerosi impianti di stoccaggio che da giorni hanno sospeso i conferimenti. La situazione, definita “allarmante” e a rischio di trasformarsi in una crisi igienico-sanitaria, affonda le radici in un blocco operativo di livello nazionale che sta colpendo l’intera filiera del riciclo.
L’origine del problema, secondo Paolo Amenta e Mario Emanuele Alvano, rispettivamente presidente e segretario generale dell’Anci Sicilia, è il blocco dei ritiri operato dai consorzi nazionali Corepla e Coripet. Questa interruzione ha portato alla rapida saturazione degli impianti siciliani, come l’Ecorek di Termini Imerese e la Domus Recycle a Catania, bloccando di conseguenza la possibilità per i Comuni di conferire la plastica raccolta.
La sospensione dei ritiri da parte dei consorzi – incaricati a livello nazionale del ritiro e del riciclo degli imballaggi – sta generando “gravissimi problemi sul piano organizzativo e seri rischi sul piano igienico-sanitario”, oltre a potenziali conseguenze finanziarie per gli enti locali che faticano a mantenere i livelli di raccolta differenziata raggiunti.
Il contraccolpo è immediato e ricade sull’ultimo anello della catena: i Comuni. Diversi enti hanno già dovuto sospendere, anche se momentaneamente, la raccolta della plastica. È accaduto a Marsala, in alcuni comuni dell’Agrigentino e a Francofonte nel Siracusano. A Siracusa, dopo uno stop iniziale, l’amministrazione è riuscita a ripristinare il ritiro porta a porta, pur mantenendo sospeso il conferimento nei Ccr e nelle isole ecologiche. Disagi analoghi si registrano anche nelle province di Enna e Catania.
La filiera del riciclo è inceppata a monte a causa di una crisi che Assorimap, l’associazione nazionale dei riciclatori, ha definito di portata nazionale. Le aziende che trasformano la plastica differenziata in materia prima seconda denunciano perdite insostenibili e un crollo degli introiti che sarebbe arrivato all’87% dal 2021.
Tra le principali cause citate per la crisi strutturale del settore vi sono l’alto costo dell’energia in Europa e la forte concorrenza di Paesi come Cina e quelli dell’Est europeo, che esportano plastica (sia vergine che riciclata) a prezzi nettamente inferiori.
L’assessore regionale all’Energia e ai servizi di pubblica utilità, Francesco Colianni, ha incontrato Anci Sicilia, presidenti delle SRR siciliane e rappresentanti di Corepla per affrontare l’emergenza. L’assessore ha assicurato che si farà portavoce con il Governo centrale per “individuare un percorso sostenibile per risolvere il problema”.
Nel breve termine, i rappresentanti di CoRePla hanno garantito l’impegno ad aumentare temporaneamente i margini di stoccaggio per scongiurare la saturazione dei centri di raccolta e consentire ai Comuni di proseguire con la differenziata.
Nonostante le rassicurazioni, Anci Sicilia ribadisce che in Sicilia l’impatto dell’emergenza è “particolarmente grave a causa della fragilità del sistema regionale, determinata dalla carenza impianti”. Amenta e Alvano chiedono un’azione “rapida, concertata e di sistema” per evitare non solo il blocco della differenziata, ma anche l’esposizione dei Comuni a rilevanti costi aggiuntivi e un peggioramento del servizio per i cittadini.











